Terrorismo, 6 arresti: volevano colpire anche Roma

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Ordinanza di custodia cautelare per due cittadini marocchini, una coppia residente a Lecco e un'altra coppia già espatriata e latitante in Siria. Pm: pianificavano attentati all'ambasciata di Israele della Capitale  e al Vaticano

Volevano partire per la jihad e, come rendono noto il ministro dell'Interno Angelino Alfano e i pm, "pianificavano attacchi anche in Italia", all'ambasciata di Israele a Roma e al Vaticano. E' una vasta operazione antiterrorismo quella condotta da Ros e Digos, che ha portato all'arresto in Lombardia e Piemonte di sei "estremisti islamici" (le foto) nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano su aspiranti combattenti per l'Isis. L'accusa per tutti è di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

 

Alfano: serio intento di colpire l'Italia - Le "evidenze investigative" ha detto il ministro Alfano intervistato da Sky TG24, hanno consentito di accertare che c'era "un serio intento e la volontà di colpire l'Italia", anche se gli arrestati "non erano alla predisposizione materiale" di un'azione. Questa operazione, ha aggiunto il titolare del Viminale, "è  la prova che l'allerta è alta ma è anche la prova che è alta la nostra attenzione".

 

 

 

Una coppia in partenza per la Siria - Quattro delle sei ordinanze hanno raggiunto persone residenti in Italia. Sono tutti nati in Marocco ma da anni in Italia. Si tratta di Abderrahim Moutaharrik, 24 anni, residente a Lecco, pugile di boxe thailandese, fermato con la moglie Salma Bencharki, di 26 anni. La coppia aveva intenzione "di raggiungere a breve il teatro di conflitto siro-iracheno, portando con sé i figli di due e quattro anni, per unirsi alle milizie dello Stato Islamico". I due bimbi sono stati affidati temporaneamente ai nonni paterni.

 

Due cittadini marocchini - Alla coppia si sarebbero dovuti unire due cittadini di origini marocchine. Si tratta di Abderrahmane Khachia, 33 anni, residente a Brunello (Varese), fratello di un foreign fighter già morto in Siria (era stato espulso dall'Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal Ministro dell'Interno per motivi di terrorismo) e Wafa Koraichi, 24 anni, residente a Baveno in provincia di Verbania, sorella di Mohamed Koraichi, 31 anni residente a Bulciago in provincia di Lecco, già in Siria con la moglie. 

 

Due latitanti in Siria - Tra i sei arrestati infatti figura anche la coppia scomparsa nel febbraio 2015: Mohamed Koraichi, nato in Marocco e Alice Brignoli, italiana di 39 anni, che ha cambiato il nome in Aisha dopo la conversione all'Islam (LA STORIA DELLA FAMIGLIA ITALIANA FUGGITA IN SIRIA: IL VIDEO).

 

 

 
Attentati in Italia - Il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, nella conferenza stampa sul blitz antiterrorismo spiega che dalle zone di guerra siriano-irachene sarebbe arrivata "la richiesta di effettuare attentati sul territorio italiano, una indicazione non generica ma specifica che ci risulta da messaggi che abbiamo intercettato".

 

 

 

"Voelvano colpire ambasciata Israele a Roma" - Dalle intercettazioni, Abderrahim Moutaharrik, arrestato nel blitz antiterrorismo, parlando con Abderrahmane Khachia, anche lui finito in carcere fa inoltre riferimento, si legge nell'ordinanza, "ad un suo disegno per compiere un attentato all'Ambasciata di Israele" chiarendo "di avere contattato un soggetto albanese per procurarsi le armi, non riuscendo nell'intento".

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