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L'ex presidente lombardo e attuale senatore di Ncd, che ha sempre respinto ogni addebito, è imputato di associazione a delinquere e corruzione

 

Il pm di Milano Laura Pedio ha chiesto una condanna a nove anni di reclusione per l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni nell'ambito del processo per le presunte tangenti della Fondazione Maugeri.

 

Chiesti 8 anni e 8 mesi per Daccò e Simone - Al termine della sua lunga requisitoria, il pm ha inoltre chiesto la condanna a otto anni e otto mesi per l'uomo d'affari Pierangelo Daccò e per 'l'ex assessore lombardo alla Sanità Alberto Simone, socio di Daccò e legato a Formigoni dalla comune militanza in Cl.

 

Le accuse - L'ex presidente lombardo e attuale senatore di Ncd, che ha sempre respinto ogni addebito, è accusato di associazione a delinquere e corruzione.

Secondo l'accusa, la Fondazione Maugeri per anni sarebbe stata favorita, così come l'ospedale San Raffaele, da delibere della Giunta regionale per decine di milioni di euro di rimborsi per prestazioni sanitarie.  In cambio, secondo l'accusa, dalla fondazione dal 1997 sarebbero usciti circa 61 milioni di euro verso conti e società di Daccò e di Simone. Da questi 61 milioni, a Formigoni, sempre secondo l'accusa, sarebbe arrivato un flusso di almeno 8 milioni di euro, fra uso di yacht, ville, vacanze e finanziamenti per la campagna elettorale 2010.

 

"Ma, solo per l'acquisto e il mantenimento delle barche – ha aggiunta la pm Pedio - venne usato oltre il 30% degli oltre 60 milioni". Dalla prossima udienza inizieranno le arringhe difensive di tutti gli imputati.

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