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Il capo di Stato Maggiore della Marina ascoltato dai pm: nessun favoritismo verso aziende. Il legale chiede l'archiviazione

Non ha nulla da nascondere, accusa i “corvi” di voler rovinare la sua reputazione e annuncia la presentazione di un esposto per calunnia. Parla così il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, dopo  l'interrogatorio davanti ai pm di Potenza nell’ambito dell’inchiesta Petrolio (TUTTI I VIDEO), che lo vede indagato per abuso d'ufficio in relazione al filone siciliano.

 

 

De Giorgi: non mi dimetto per dei 'corvi' - "E' chiaro che l'accelerazione della distribuzione di queste accuse vecchie, ricontrollate mille volte, girate e reinventate, mira a cercare di dare una spallata" afferma. "Evidentemente – sottolinea De Giorgi - c'è qualcuno a cui do molto fastidio". E chiarisce: "Sarebbe un Paese strano se un Capo di una forza di difesa si dimettesse dopo quello che hanno detto i corvi".

De Giorgi ricorda  che "il dossier era già stato  fatto circolare anni fa, senza alcuna prova di fondatezza". Quanto  all'accusa di aver ordinato modifiche alle navi per renderle più  lussuose, sostiene che è vero "l'opposto: ho fatto  eliminare la cabina dell'ammiraglio e certi spazi sono molto più  funzionali". In ogni caso, chiarisce, "favoritismi alle ditte non li ho mai fatti e sfido chiunque a dimostrare che io abbia fatto  concessioni".

Il video integrale:

 

 

Archiviazione  - Il legale Pietro Nocita evidenzia che “è stato prodotto tutto ciò che riguarda il rapporto fra Marina e Porto di Augusta: non c'è nessun atto di concessione o nessun atto della Marina che riguardi un qualche soggetto o una qualche società di quel porto. Per questo – conclude - ho chiesto l'archiviazione ai pubblici ministeri: mi pare sia impossibile ipotizzare un reato di abuso d'ufficio, che si commette attraverso atto della pubblica amministrazione, senza l'atto".

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