Ricercatrice italiana uccisa a Ginevra: forse conosceva l'aggressore

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Valentina Tarallo, 29 anni, frequentava un dottorato di microbiologia molecolare. E’ stata colpita alla testa, probabilmente con una spranga, da un uomo. Incerto il movente

Valentina Tarallo, torinese di 29 anni, rientrava a casa dopo una giornata di lavoro all'Università di Ginevra, dove faceva la ricercatrice, quando è stata aggredita da un uomo che l'ha colpita alla testa, probabilmente con una spranga. Poi i soccorsi e la corsa in ospedale, dove è morta per le gravi ferite riportate. Un'altra tragedia per il mondo accademico torinese, dopo il lutto del mese scorso per Serena Saracino, la studentessa Erasmus morta nello schianto di un bus al rientro da una gita a Valencia.

 

A Ginevra per il dottorato - Originaria di La Loggia, dove la famiglia vive tuttora, Valentina si era trasferita a Ginevra per un dottorato in microbiologia molecolare nella città elvetica, dove ora le forze dell'ordine danno la caccia al suo assassino. Un uomo tra i venti e trent'anni, come riferiscono i media locali, probabilmente di origine africana ed alto circa 1 metro e 90. Incerto ancora il movente del delitto. Se all'inizio si sospettava che potesse trattarsi di una rapina, in un secondo tempo il quotidiano Tribune De Geneve ha scritto che gli inquirenti starebbero cercando un uomo con il quale la studentessa aveva una relazione.

 

La testimonianza - Il delitto è avvenuto nella serata dell'11 aprile. "Era riversa a terra, vicino alle auto parcheggiate, con i soccorritori che si davano da fare per aiutarla - racconta un abitante della zona -. Vicino a lei c'era quel bastone di ferro, forse un piede di porco, lungo 60-70 centimetri", forse l'arma del delitto che i poliziotti svizzeri hanno sequestrato.

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