"L'aborto in Italia è troppo difficile": il richiamo di Strasburgo

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Accolto dal Consiglio d'Europa un ricorso presentato dalla Cgil: violato il diritto alla salute delle donne. Il ministro Lorenzin: "Sono molto stupita, si tratta di dati vecchi"

Il Consiglio d'Europa bacchetta l'Italia dove “l'aborto è complicato” perché, nonostante la legge 194/78, l'accesso ai servizi di interruzione volontaria è difficile. Secondo Strasburgo, che si è pronunciata su un ricorso presentato dalla Cgil, l’Italia quindi viola il diritto delle donne alla salute. 

"Le donne che cercano accesso ai servizi di aborto - si legge nelle conclusioni - continuano ad avere di fronte una sostanziale difficoltà nell'ottenere l'accesso a tali servizi nella pratica, nonostante quanto è previsto dalla legge ".

Il Consiglio, inoltre, afferma che l’Italia discrimina medici e personale medico che non hanno optato per l'obiezione di coscienza in materia di aborto, sostenendo che sono vittime di "diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti". 

"Non ho approfondito ma sono molto stupita - ha commentato il ministro della Salute Lorenzin - perché si tratta di dati vecchi, del 2013". "Da allora a oggi abbiamo installato una nuova metodologia di conteggio e nella relazione che abbiamo presentato al Parlamento recentemente non ci risulta una sfasatura. Ci sono soltanto alcune aziende pubbliche che hanno qualche criticità dovuta a problemi di organizzazione. E siamo intervenuti anche richiamando". 

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