Inchiesta petrolio, l'ex sindaco di Corleto: "Agito per la comunità"

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Rosaria Vicino del Pd, agli arresti domiciliari, non risponde alle domande del gip e si limita a una dichiarazione spontanea. Il pm di Potenza precisa: "Nessuna indagine sulla legge di stabilità"

Non ha risposto alle domande del gip, limitandosi a rilasciare una breve dichiarazione spontanea Rosaria Vicino, l'ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), finita agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "Tempa Rossa" che ha portato nei giorni scorsi alle dimissioni del ministro Guidi.

L'ex sindaco: "Agito per il bene della comunità"
- "Ho agito nell'interesse della comunità, senza alcun ritorno personale e senza ottenere vantaggi economici o elettorali" ha affermato nella sua dichiarazione agli inquirenti l'ex primo cittadino durante l'interrogatorio di garanzia. L'esponente del Pd è indagata per presunti episodi corruttivi legati all'assunzione di manodopera da parte della Total per i lavori di infrastrutturazione del Centro Oli. L'ex ministro Guidi, che non è indagata, sarà invece ascoltata dai magistrati giovedì, in qualità di persona informata dei fatti.

Pm di Potenza: "Nessuna indagine sulla legge di stabilità"
- Intanto, in merito ad alcune notizie diffuse dalla stampa che ipotizzavano "un'attività investigativa su provvedimenti legislativi o atti politici", il procuratore di Potenza Luigi Gay, ha escluso "categoricamente qualsiasi attività d'indagine che riguardi la legge di stabilità 2016". Anche rispetto alle indagini dei carabinieri del Noe, che hanno acquisito le cartelle cliniche degli ospedali lucani per verificare eventuali patologie presenti in regione, Gay ha precisato che "ad oggi non è iscritta l'ipotesi di disastro ambientale".

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