Inchiesta Petrolio, si indaga anche per disastro ambientale

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I pm di Potenza fanno ricorso: chiedono di arrestare Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministra Guidi

L'inchiesta della Dda di Potenza sulle attività legate agli appalti per l'infrastrutturazione del giacimento  "Tempa Rossa" potrebbe riservare ulteriori sviluppi. La Procura di  Potenza ha intenzione di proporre appello contro il rigetto della  misura cautelare personale dell'arresto nei confronti di Gianluca Gemelli.

 

Pm: arrestare Gemelli - L'imprenditore siciliano, compagno dell'ex ministra dello Sviluppo Economica, Federica Guidi, è indagato in concorso per ipotesi di  corruzione e traffico di influenze illecite, avendo goduto, secondo  l'accusa, di una posizione di riguardo e di benevolenza nell'ambito  dei rapporti commerciali con la società Total.

 

 

Indagini su disastro ambientale – Le indagini, intanto, proseguono anche su eventuali ipotesi di disastro ambientale. In particolare, saranno effettuate nuove analisi epidemiologiche sulle matrici ambientali. Secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari potentini, i magistrati e i carabinieri del Noe stanno verificando gli effetti dello smaltimento degli scarti di produzione nei terreni, nel centro oli e presso gli impianti di Tecnoparco, in Valbasento, e di altre ditte. Per questo filone, sono stati arrestati e posti ai domiciliari cinque dipendenti dell'Eni, mentre in totale gli indagati sono 37.

 

Boschi e Guidi dai pm - Nei prossimi giorni, la Procura di Potenza potrebbe sentire la ministra Boschi e la ministra dimissionaria Federica Guidi sulla questione dell'emendamento per il via libera al giacimento "Tempa Rossa" in Basilicata che ha portato  a un terremoto politico.

 

Indagato ammiraglio De Giorgio – Nell'inchiesta sarebbe indagato anche il capo di stato maggiore della Marina. L'ammiraglio Giuseppe De Giorgi si è detto "sorpreso e amareggiato", dichiarandosi determinato a tutelare la sua "reputazione nelle sedi opportune".

 

Eni: qualità ambiente ottima - E si fa sentire anche l'Eni. "Lo stato di qualità dell'ambiente, studiato e monitorato in tutte le sue matrici circostanti il Centro Olio" di Viggiano (Potenza) - si legge in una nota - "è ottimo secondo gli standard normativi vigenti". Eni, riferendosi ai risultati emersi da "studi commissionati ad esperti di conclamata esperienza professionale ed autorevolezza in campo scientifico sia a livello nazionale che internazionale". Gli stessi studi "sono stati tutti in totale trasparenza - evidenzia la compagnia - depositati nel procedimento penale in corso".  

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