Aggressioni acido, Boettcher: "Sono innocente, anni luce da reati"

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Per la prima volta l'imputato risponde alle domande del pm, ma nega le accuse: "Penso solo di avere responsabilità nel rapporto di coppia con Martina Levato". All'udienza presente anche l'avvocatessa Lucia Annibali

"Mi dichiaro innocente, penso di avere responsabilità nel rapporto di coppia, ma sono distante anni luce dai reati che sono stati commessi e dai quali mi dissocio". E' quanto ha detto Alexander Boettcher rispondendo per la prima volta in aula alle domande del pm da quando è stato arrestato nel dicembre 2014. Boettcher all'inizio dell'interrogatorio nel processo per le aggressioni con l'acido per le quali è accusato ha anche negato che nel blitz contro Pietro Barbini avesse un martello in mano.

Boettcher ha inoltre aggiunto che Martina Levato "come ha detto lei stessa nell'udienza in cui è stata ascoltata si era divisa i compiti con Andrea Magnani e lei si occupava delle ricerche per
i travisamenti".

 

Presente anche Lucia Annibali - Durante l'udienza è arrivata anche Lucia Annibali, l'avvocatessa marchigiana che nel 2013 è stata vittima di un agguato con l'acido organizzato dal suo ex fidanzato, nell'aula del processo milanese a carico di Alexander Boettcher e ha assistito all'interrogatorio dell'imputato. La donna si è seduta nello spazio riservato al pubblico a fianco del padre di Stefano Savi, il giovane che venne sfigurato con l'acido nel novembre del 2015 e parte civile nel processo. 

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