1' di lettura

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona di piazza Santo Spirito. Secondo i primi risultati dell’autopsia, la 35enne sarebbe stata strangolata con un laccio, forse un cavetto per computer o una catenina, e non avrebbe lottato contro il suo assassino

Il cerchio si stringe intorno all'assassino di Ashley Olsen, la donna americana di 35 anni trovata morta strangolata il 9 gennaio nel suo monolocale nel quartiere di Santo Spirito. La pista seguita dagli investigatori porta a un sospettato. E' quanto trapela da fonti investigative, che al momento restano estremamente prudenti.

 

Sospettato un uomo  -  L'uomo sarebbe stato visto la sera prima con la 35enne al locale 'Montecarla'. I due sarebbero poi usciti insieme dal bar e una telecamera della videosorveglianza li avrebbe ripresi mentre percorrono il tragitto che conduce a casa di Ashley.

 

Ashley è stata strangolata -  Secondo i primi risultati dell'autopsia, la  donna nata in Florida sarebbe stata strangolata non a mani nude ma con un laccio, forse un cavetto per computer o una catenina. A quanto si apprende la donna non avrebbe lottato contro il suo assassino ma sui suoi indumenti, sequestrati nell'appartamento, potrebbero esserci tracce di Dna. Non c'è ancora la conferma di un rapporto sessuale avvenuto prima della morte, ma diversi indizi ipotizzano che Ashley possa essere stata indotta a compiere un gioco erotico con il suo omicida, o che lo  stesso possa averla violentata.

Leggi tutto