Continua l'allerta smog: Milano ferma le auto, a Roma targhe alterne

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Sul cielo del capoluogo lombardo non diminuisce la concentrazione delle polveri sottili e il meteo di questi giorni, con venti deboli e piogge assenti, non aiuta. In città, nell’hinterland e a Pavia blocco totale dei motori dal 28 al 30 dicembre. Lunedì e martedì circolazione ridotta nella Capitale, ma è polemica per la chiusura del metrò alle 13 nel giorno di Natale. Provvedimenti anche in altri comuni

È ancora allarme smog. Il clima di questi giorni, più mite delle medie di stagione e soprattutto con venti deboli e piogge quasi del tutto assenti, non aiuta a far diminuire la concentrazione di polveri sottili nei cieli delle nostre città. Molti i comuni che, superati i limiti di legge di Pm10 nell’aria, cercano di correre ai ripari: a Milano, ad esempio, è previsto il blocco totale del traffico per tre giorni, a Roma targhe alterne. Ma anche Torino, Alessandria, Pavia, Napoli, Palermo, Bologna mettono a punto provvedimenti per limitare la circolazione delle auto private e invogliare i cittadini ad usare i mezzi pubblici. Tra le misure anti-smog anche limitazioni al riscaldamento di case, negozi e uffici, con l’invito a non accendere i caminetti o addirittura i forni a legna, e il divieto di fuochi d’artificio e spettacoli pirotecnici.

Blocco del traffico per 3 giorni a Milano – Milano è fuori legge per quanto riguarda le polveri sottili da 30 giorni consecutivi (in tutto sono 95 i giorni dall’inizio dell’anno). Il limite è di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo, i dati più recenti variano da 70 a 92 microgrammi. Sul resto della Lombardia il panorama non cambia: valori fra 93 a 112 a Monza e Brianza, 71 a Como, 81 a Gallarate, 90 a Saronno. Per cercare di affrontare l'emergenza, i Comuni hanno deciso il blocco totale delle auto: dal 28 al 30 dicembre dalle 10 alle 16 a Milano, nell'hinterland e a Pavia. Presi anche provvedimenti per incentivare l'uso del trasporto pubblico, come i biglietti per autobus e tram che, senza cambiarne il costo, valgono come abbonamenti giornalieri.

 




Targhe alterne a Roma – Misure meno drastiche a Roma: il Campidoglio, dopo aver annunciato il blocco totale del traffico per due giorni, ha fatto marcia indietro e optato per le targhe alterne. A fermarsi, nella Fascia Verde, saranno lunedì 28 le targhe dispari e martedì 29 quelle pari. Le targhe alterne, spiega il Comune, consentono di “far fronte alle condizioni di criticità in atto” proprio “nelle fasce orarie caratterizzate da condizioni atmosferiche di maggior ristagno per gli inquinanti, 7.30/12.30 - 16.30/20.30, piuttosto che nella fascia 10.00/16.00”, nella quale ci sarebbe stato “il blocco totale del traffico”. Agevolazione per chi decide di usare i mezzi pubblici pure nella Capitale: anche qui il biglietto singolo avrà validità giornaliera. Il commissario Tronca ha chiesto ad Atac di predisporre un potenziamento delle corse.


Polemiche per gli orari del metrò il giorno di Natale – Sperando che non si ripeta la situazione vissuta da turisti e romani nel giorno di Natale. In piena emergenza smog, molte persone sono state costrette ad usare i mezzi privati perché le tre linee della metropolitana hanno smesso di funzionare alle 13, così come alcune linee di autobus. L’accaduto ha provocato polemiche e rabbia. In molti hanno commentato, e si sono sfogati, sui social. “Entriamo nel futuro... a piedi!”, scrive qualcuno. E un altro aggiunge: "Ho dovuto attraversare la città in macchina, avanti e indietro, da viale Jonio all'Eur, per andare a pranzo dai miei. E dire che avrei la metro sotto casa, la B che mi porta direttamente a destinazione. Grazie Atac”.



Emergenza a Pechino - Ma l’emergenza smog non riguarda solo l’Italia. A Pechino le autorità hanno invitato bambini e anziani a non uscire di casa, mentre gli aeroporti sono stati costretti a cancellare oltre 200 voli a causa della nube spessa che continua ad avvolgere la città. L'allarme è stato alzato al grado "arancione", il penultimo (prima del "rosso") nella scala che monitora l'inquinamento. I livelli di Pm2.5, le particelle più pericolose per la salute pubblica, secondo l’Oms non devono superare i 25 microgrammi per metro cubo: nella Capitale cinese in questi giorni sono stati raggiunti picchi di 647 microgrammi.

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