Vatileaks 2, cinque rinvii a giudizio. Tra questi Nuzzi e Fittipaldi

In una foto di archivio Emiliano Fittipaldi (a sinistra) e Gianluigi Nuzzi
1' di lettura

I due giornalisti sono accusati di divulgazione di notizie e documenti riservati. A processo anche mons. Vallejo Balda, Francesca Chaouqui  e un ex collaboratore della Cosea. L’autore di Avarizia:  “Incredulo, è processo alla libertà di stampa”

Il magistrato vaticano ha rinviato a giudizio cinque persone al termine dell'inchiesta sulla sottrazione e la diffusione dei documenti riservati della Santa Sede, nella quale sono stati arrestati mons. Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui. Lo apprende l'ANSA. Tra i rinviati a giudizio anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi.

Il rinvio a giudizio è stato decretato per il reato previsto dall'art. 116 bis del codice penale vaticano, cioè la divulgazione di notizie e documenti riservati.

 

I rinviati a giudizio - Nuzzi e Fittipaldi, autori rispettivamente dei libri "Via Crucis" e "Avarizia", sono stati coinvolti nel procedimento penale per il concorso nel presunto reato. Gli imputati nel processo, che si svolgerà nel tribunale vaticano, rischiano da quattro a otto anni di reclusione. Al momento, uno dei presunti "corvi", mons. Vallejo Balda è ancora detenuto nella cella della Gendarmeria vaticana mentre Francesca Chaouqui è stata immediatamente rilasciata dopo l'arresto all'inizio di novembre per la sua collaborazione alle indagini. La quinta persona rinviata a giudizio è Nicola Maio, ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa sede (Cosea), la stessa di Balda e Chaouqui.

 

 

Fittipaldi incredulo: “E’ processo alla libertà di stampa” - "Sono incredulo. Non è un processo contro di me, ma contro la libertà d'informazione" commenta Emiliano Fittipaldi autore di "Avarizia". E aggiunge: "In tutto il mondo i giornalisti hanno il dovere di pubblicare notizie e segreti che il potere, qualunque esso sia, vuole tenere nascosti all'opinione pubblica. Mostrare documenti confidenziali e informare la gente delle malefatte dei potenti è l'essenza del nostro lavoro. Capisco che in Vaticano siano in grave imbarazzo per quello che ho raccontato, anche perché non hanno potuto smentire nulla di quanto ho denunciato. Però non mi aspettavo che aprissero un processo penale contro me e Nuzzi". Il giornalista de L’Espresso valuterà con i suoi avvocati come difendersi.

Leggi tutto