Processo strage di via D'Amelio, Napolitano non sarà ascoltato

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La decisione della Corte di Assise di Caltanissetta arriva dopo cinque ore di camera di consiglio: la deposizione del presidente emerito della Repubblica, richiesta dall'avvocato di parte civile e dai pm, è ritenuta superflua. Il senatore a vita era già stato sentito al Quirinale nell'ottobre del 2014

L'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano non sarà ascoltato a Roma, il 14 dicembre, come nel quarto processo per la strage di via D'Amelio. Lo ha deciso la Corte di Assise di Caltanissetta, in quanto ritiene la sua deposizione superflua alla luce delle testimonianze già acquisite durante il dibattimento. L'ordinanza è stata emessa dopo cinque ore di camera di consiglio.

 

La richiesta della difesa di parte civile - La richiesta era stata avanzata dall'avvocato Fabio Repici, legale di parte civile di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato il 19 luglio 1992 a Palermo. Anche l'accusa aveva chiesto che Giorgio Napolitano venisse ascoltato. Ad opporsi alla richiesta di audizione era stata l'avvocatura dello Stato, che aveva anche chiesto l'acquisizione del verbale della deposizione resa dall'allora presidente della Repubblica nel processo per la presunta trattativa Stato-mafia.  

 

La lettera di Napolitano - L'audizione di Napolitano, era in programma per il 14 dicembre a Roma. L'ex capo dello Stato aveva fatto pervenire al presidente della Corte d'Assise una lettera sostenendo che la sua deposizione sarebbe stata inutile, in quanto aveva già reso testimonianza nell'ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e non avrebbe avuto altri elementi da aggiungere rispetto a quanto riferito.  

 

 

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