#NotInMyName, musulmani italiani in piazza contro il terrorismo

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Le comunità islamiche del nostro Paese hanno indetto una manifestazione nazionale sabato 21 novembre a Roma e Milano. L'Imam di Segrate a SkyTG24: nessuna religione accetta l'uccisione di civili inermi come viene fatto da questi assassini

Una manifestazione nazionale contro il terrorismo, per condannare la strage di Parigi e dire forte "Not in my name". Con questo obiettivo sabato 21 novembre i musulmani italiani scenderanno in piazza a Roma e Milano per una manifestazione nazionale indetta dall’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii). ''Il mondo islamico senza se e senza ma ha condannato questa tragedia e questi atti di terrorismo", ha affermato il presidente dell’Ucoii Izzeddin Elzir. Il raduno serve a dimostrare, ha aggiunto Elzir, che ''siamo contro il terrorismo" e "siamo alleati dei nostri concittadini".

 

Contro il terrore - Alla manifestazione - prevista per le ore 15 in Piazza Santi Apostoli nella capitale e in Piazza San Babila nel capoluogo lombardo - hanno già aderito varie sigle dell’Islam italiano, dal Centro Culturale d'Italia della Grande Moschea di Roma alla Comunità Religiosa Islamica italiana (Coreis) che in una nota ha ribadito lo spirito della mobilitazione: "Noi musulmani d'Italia condanniamo con forza la recente strage di Parigi, esprimendo il più profondo sentimento di vicinanza al popolo francese e a tutti i familiari delle vittime così barbaramente uccise".

 

Non in mio nome - Lo slogan scelto sui social network è #NotInMyName, non in mio nome, già adottato nei giorni scorsi da musulmani di tutto il mondo per condannare gli attentati. L’evento ha raccolto il sostegno anche di associazioni e personalità non islamiche.

 

Tra i primi ad invitare ad appoggiare la mobilitazione, i sindacati con Uei e Cgil, che sarà presente con il segretario nazionale Susanna Camusso. “Combattere il terrorismo e dare sicurezza alle persone per contrastare la paura”, ha dichiarato Camusso. Anche Cecilel Kyenge, parlamentare europeo e già ministro dell’Immigrazione del governo Letta, ha espresso la sua adesione, così come Antonio Spadaro, direttore della rivista La Civiltà Cattolica, i Radicali italiani e molti altri esponenti del mondo della politica e della cultura.

 

 

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