Blitz anti-terrorismo: il capo cellula comandava dal carcere

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Smantellata organizzazione guidata dal penitenziario di Oslo dal Mullah Krekar (nella foto): 17 arresti. Il gruppo terroristico aveva la sua mente in Norvegia e una “importantissima” base a Merano, diventata crocevia di aspiranti jihadisti. I presunti terroristi, 16 curdi e un kosovaro, facevano proselitismo sul web: progettavano attentati in Europa e Medio Oriente

Preparavano azioni eversive e facevano proselitismo sul web: 17 arresti tra Italia ed Europa per terrorismo internazionale. E’ il bilancio del blitz condotto dai carabinieri del Ros, in collaborazione con altre forze di polizia europee e Eurojust che ha smantellato l'organizzazione terroristica guidata dal carcere di Oslo dal mullah Krekar. Le indagini hanno documentato, tra l’altro, minacce di "azioni violente" da compiere in Medio Oriente e in Europa; non si fa, invece, riferimento a possibili attentati da compiere in Italia. La cellula italiana dell'organizzazione è comunque "molto attiva", annotano gli investigatori, soprattutto nell'attività di proselitismo e sostegno logistico. L'organizzazione terroristica aveva infatti la sua mente in Norvegia e una “importantissima” base a Merano.

 

 

17 arresti – 16 dei 17 presunti terroristi, destinatari delle misure cautelari emesse dalla magistratura di Roma, sono di nazionalità curda, uno invece di nazionalità kosovara. Quattro arrestati vivevano a Merano, due a Bolzano e uno in un paese vicino Bolzano. "Qualcuno faceva l'ambulante per Bolzano - ha spiegato il comandante del Ros Carabinieri Giuseppe Governale - e qualcuno aveva famiglia. Non si sono contrapposti all'arresto". Alcuni degli indagati sarebbero invece morti in combattimento in Iraq e in Siria.

 

Mullah Krekar comandava dal carcere - Tra le persone raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare c’è anche Mullah Krekar, che il 30 ottobre scorso era stato condannato a 18 mesi di reclusione; è stato arrestato nella sua cella a Kongsvinfger perché sospettato di essere la mente della cellula eversiva che pianificava attentati. "Krekar - ha spiegato Governale – può essere considerato un vero e proprio ideologo dell'islamismo a tutti i costi, capace di attirare attraverso il web l'attenzione di proseliti curdi iracheni sparsi un po' in tutta Europa". Già fondatore nel 2001 di Ansar al-Islam, gruppo terroristico curdo sunnita, smantellato col tempo, dopo essere fuggito dall'Iraq e avere ottenuto asilo politico in Norvegia, negli anni successivi aveva continuato a sostenere pubblicamente l'attività dei gruppi jihadisti convergenti in Ansar al-Islam e al-Qaida, finendo più volte arrestato e condannato per istigazione all'odio e alla violenza.  

 

 

Merano crocevia aspiranti jihadisti - In definitiva, l'organizzazione terroristica, sottolinea il Ros, "incarna l'evoluzione del modello jihadista di tipo tradizionale", ma che si è rivelata "ancora più insidiosa -  dato l'utilizzo di Internet -, rimanendo gerarchicamente strutturata, con il proprio vertice in Norvegia, ed articolata in cellule operative in numerosi paesi, tra cui un'importantissima articolazione in Italia": Merano. Uno degli arrestati nel blitz del Ros -  spiegano gli investigatori - è infatti risultato "particolarmente attivo nell'attività di reclutamento", "sia attraverso internet, sia attraverso 'lezioni' che teneva nel proprio appartamento di Merano, luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti".

 

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