Messina, l'emergenza continua: mezza città senz'acqua

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Il capo della Protezione civile della Regione Sicilia a Sky TG24: "E’ stato predisposto un bypass che consente seppur limitatamente un approvvigionamento idrico ai cittadini". Emergenza risolta dopo il weekend? "Faremo il prima possibile". Intanto potenziato il numero di autobotti per far fronte ai problemi di approvvigionamento

Prosegue l’emergenza idrica a Messina, dopo che un’altra frana ha colpito la conduttura di Fiumefreddo all’altezza di Calatabiano interrompendo di nuovo la distribuzione dell’acqua.

L'Amam, l’azienda Meridionale acque di Messina, ha attivato il by-pass tra la condotta di Fiumefreddo e quella Alcantara, aumentando la portata fino a cinquecento litri al secondo. Un’operazione che consentirà di soddisfare quasi la metà del fabbisogno giornaliero della città.

Una notizia confermata anche dal sottosegretario Claudio De Vincenti, che ha spiegato come questo "consente di avere una portata d'acqua di 1/3 e nei prossimi tre giorni al 50%.  La città bassa  dovrebbe tornare alla normalità in 3 giorni, per la parte alta il lavoro è più complicato; si lavora alla sistemazione dell'acquedotto Fiumefreddo".

 

A Sky TG24 il capo della Protezione civile della Regione Sicilia, Calogero Foti, spiega appunto che “è stato predisposto un by-pass che consente seppur limitatamente un approvvigionamento idrico alla città”. “Nel frattempo - aggiunge - sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la possibilità di un immediato intervento di ripristino della condotta”. Emergenza risolta definitivamente dopo il weekend? “Cercheremo di fare il prima possibile”.

Continuano ad esserci però problemi di approvvigionamento nelle parti alte della città e per questo è stato potenziato il numero delle autobotti e si provvederà ad un ulteriore incremento delle risorse idriche tramite una nave cisterna della capacità di cinquemila tonnellate con immissione diretta nella rete cittadina ogni due giorni.

Tra le priorità per i rifornimenti di acqua l'ospedale Papardo, per il quale è stata prevista per quanto possibile un'erogazione mirata. Di seguito, presidi ospedalieri minori, Case di Cura, mense dei poveri, scuole di ogni ordine e grado e fasce deboli attraverso attività di volontariato.

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