Nozze gay, il Consiglio di Stato boccia le trascrizioni. Polemica su uno dei giudici

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"Ho solo applicato la legge in modo a-ideologico e rigoroso, lasciando fuori le convinzioni personali che non hanno avuto alcuna influenza" afferma Carlo Deodato, che su Twitter si definisce “giurista cattolico”. Grillini, presidente di Gaynet: “E’ mancata la terzietà, pubblicizza link e si schiera con le iniziative delle Sentinelle in piedi. La sentenza va rivista”

Il Consiglio di Stato dice no alle trascrizioni in Italia di nozze gay celebrate all'estero e ribalta così la decisione del Tar. Per i giudici amministrativi di secondo grado, infatti, le trascrizioni nei registri comunali devono essere considerate illegittime. Stabilendo che il matrimonio è tale solo tra persone di sesso diverso, altrimenti si tratta di un atto "inesistente", il Consiglio di Stato annulla le nozze celebrate da Marino al Comune di Roma. Esprime soddisfazione il ministro dell'Interno Angelino Alfano: “Mi danno ragione su tutta la linea” afferma. Ma dal Pd replicano: non c'è alcuna relazione con le unioni civili.


E mentre continua il confronto tra il Partito democratico Pd e Ncd, si apre il caso del relatore della sentenza, il giudice Carlo Deodato, che sui social media aveva espresso contrarietà alle unioni omosessuali. "Ho solo applicato la legge senza ideologie", replica il giudice.

Deodato, “giurista cattolico” –
Deodato si definisce sul suo profilo Twitter "giurista cattolico" e "uomo libero e osservatore indipendente di politica, giurisdizione, costumi e società”. Sposato e padre di due figli, sul popolare social si occupa spesso di questioni relative al 'gender' e alle persone lgbt. Come quando, il 5 maggio scorso, ritwitta un 'cinguettio' di Tempi che dice "Gender a scuola. L'emendamento Pd e le firme per fermarlo". O il 25 aprile, quando pubblica una foto di una manifestazione delle 'Sentinelle in piedi' con la scritta "La nuova #Resistenza si chiama difesa della #famiglia". Ancora, il 9 aprile pubblica una foto di papa Francesco con la scritta "Card. Bergoglio: 'solo nel matrimonio c'è fecondità'" mentre il 5 aprile, in occasione della Pasqua, ritwitta "La vita è il dono più grande".

Il caso - A puntare il dito contro il giurista estensore della sentenza è stato il presidente di Gaynet Franco Grillini. E’ “un simpatizzante di Comunione e Liberazione e sul suo profilo Facebook pubblicizza link e si schiera con le iniziative delle Sentinelle in piedi" per cui "è mancata la terzietà e va quindi rivista la sentenza affidando il procedimento ad un giudice terzo", afferma Grillini. E aggiunge: “La sentenza è del tutto abnorme perché, come dicono gli avvocati lgbt della rete Lenford, 'la sentenza dimostra una preoccupazione eccessiva nei confronti della politica laddove si pone un tema di ‘opportunità’ che non dovrebbe mai entrare in un'aula giudiziaria”.

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