"Furbetti del cartellino", il vigile di Sanremo: timbravo in mutande perché abito lì

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"Nessuna truffa", spiega la moglie dell'uomo ai domiciliari come altri 34 dipendenti del Comune. Sono in tutto 43 le persone sospese perché coinvolte nell'inchiesta sull'assenteismo. Cantone, dall'autorità anti corruzione, invoca nuovi strumenti per la pubblica amministrazione

I 35 dipendenti del Comune di Sanremo arrestati e gli otto sottoposti a obbligo di firma "sono stati sospesi". Sono i primi provvedimenti scattati dopo il blitz della Gdf nell’ambito dell'inchiesta sull'assenteismo (FOTO). "In tutto sono state sollevate dalle loro mansioni 43 persone - ha detto il sindaco Biancheri -. Si tratta dei casi più eclatanti. La commissione disciplinare valuterà, in base a norme e procedure, gli eventuali licenziamenti".

Dal vigilie all’impiegato in canoa – Tra questi c’è il vigile filmato mentre timbrava in mutande. L’uomo, ora ai domiciliari, non può parlare ma al suo posto lo fa la moglie, che assicura: “Non c’è stata nessuna truffa”. E, a la Stampa, spiega: “Il nostro appartamento è comunicante con l'ufficio di mio marito. C'è l'insegna: polizia municipale di Sanremo. Subito dietro, sul ballatoio, c’è la macchinetta dei cartellini”. Insomma, c’è una spiegazione per tutto.

Il vigile in mutande, però, è in ottima compagnia. Nei filmati si vede il dipendente che ha appena firmato e poi se ne va in canoa, cosa di cui tra l'altro si vanta sui social (e si scopre che in quel giorno s'è pure segnato qualche ora di straordinario) e la collega che, andata a far la spesa, entra con la borsa piena di patate, timbra ed esce subito dopo. E non finisce qui. C’è chi, pur non lavorando affatto, ha reclamato qualche decina di ore di straordinario: come il messo addetto alle notifiche, che nel giorno di Pasqua di ore extra se n’è segnate 10.

Cantone: servono nuovi strumenti per la p.a – “Qui serve un cambio di cultura, un senso di responsabilità nelle scelte da parte delle pubbliche amministrazioni, di chi si occupa di certi ruoli e compiti", è il monito di Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Per Marianna Madia, ministra della Pubblica amministrazione, si tratta di un "caso grave", ma "la maggioranza dei dipendenti pubblici sono persone perbene". Per evitare la diffidenza dei cittadini, aggiunge, “c'è soltanto una soluzione, che il governo sta peraltro portando avanti con determinazione: la trasparenza”.

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