Vaprio D’Adda, gli inquirenti: il ladro ucciso sulle scale esterne e non in casa

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Dubbi sulla dinamica. Dai primi rilievi non ci sarebbero segni di effrazione né tracce di sangue nell'appartamento. L’uomo, indagato per omicidio volontario, ha raccontato invece ai pm di aver fatto fuoco in cucina. E ha sottolineato: "Se avessi saputo che era disarmato avrei puntato la pistola in aria"  

Non risulterebbero segni di effrazione, ne' tracce di sangue all'interno della villetta di Vaprio d'Adda (Milano) dove nella notte tra lunedì e martedì il pensionato Francesco Sicignano ha ucciso un ladro di 22 anni. E il proiettile che ha raggiunto il giovane avrebbe avuto una traiettoria dall'alto verso il basso, compatibile con un colpo sparato dalla cima delle scale verso gradini più in basso.

Una vicenda che ha fatto esplodere la polemica politica, con il premier Matteo Renzi che ritiene "un errore fare del pensionato un eroe" e chiede "buonsenso" per eventuali nuove norme sulla legittima difesa, mentre la Lega invoca le tagliole da orso contro i ladri e giudica una "follia aberrante" l'accusa di omicidio volontario.

 

Intanto i nuovi particolari emersi dall'indagine sembrerebbero confermare l'ipotesi che il ladro, un giovane albanese con precedenti, sia stato colpito frontalmente, con un proiettile al cuore, mentre si trovava sulle scale esterne dell'abitazione e non era ancora entrato in casa. Una ricostruzione diversa, quindi, dalla versione fornita dal pensionato, accusato di omicidio volontario, che nell’interrogatorio ha ribadito di aver sparato in cucina al giovane che era entrato nell'abitazione forse con due complici nelle vicinanze.

 

L'interrogatorio - Accompagnato dal figlio e dal suo difensore, l'avvocato Antonella Pirro, il pensionato si è presentato in Procura e per quasi due ore è stato ascoltato dal pm di Milano Antonio Pastore, titolare dell'inchiesta assieme al procuratore aggiunto Alberto Nobili. "Ho visto la sagoma di un uomo all'interno della cucina, ho gridato 'cosa stai facendo?' e a quel punto lui invece di allontanarsi mi è venuto incontro, minaccioso", ha spiegato. "Si trovava a circa due metri e mezzo, ho avuto paura di essere aggredito e ho sparato - ha proseguito - poi lui si è trascinato fuori casa, ancora vivo, uscendo sulle scale esterne". Una scena che secondo il racconto di Sicignano si è svolta nel buio, in pochi istanti, durante i quali il pensionato ha avuto l'impressione che il 22enne fosse armato. Invece, aveva in mano solo una torcia elettrica.  "Se avessi saputo che era disarmato, non gli avrei sparato addosso - ha detto al pm - ma avrei sparato in aria". Si attendono ora gli esiti degli esami balistici disposti dal pm e dell' autopsia del 22enne (fissata per lunediì prossimo), che potranno fornire ulteriori elementi per ricostruire la dinamica.

Maroni: pagheremo noi le spese legali - Sul caso interviene anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che conferma che la Regione pagherà le spese processuali di Francesco Sicignano: "Penso che l'imputazione di omicidio volontario sia incredibilmente sbagliata e penso che sia dovuta alla necessità di compiere certe indagini, ma poi se ci sarà il processo nei confronti di questa persona, e spero di no, al massimo sarà eccesso colposo di legittima difesa. Allora noi appronteremo la difesa legale, sostenendo le spese".

La fiaccolata – E ci sono anche i cittadini di Vaprio D’Adda a sostenere il pensionato. Martedì, un lungo corteo ha sfilato per le strade del paese in segno di solidarietà verso l’uomo. I manifestanti si sono poi fermati davanti al portone della sua villetta e lui, per ringraziare, si è affacciato dal balcone e con un ampio gesto della mano ha salutato la folla.

 


Data ultima modifica 21 ottobre 2015 ore 21:30

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