Volkswagen, perquisizioni in Italia: indagati presidente e ad

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Finanza nella sede italiana del gruppo. La procura di Verona ipotizza il reato di frode in commercio. Sotto inchiesta anche il presidente del Cda della VW Italia De Meo e l'amministratore delegato e direttore generale Nordio. Controlli pure negli uffici Lamborghini. 8,5 mln auto saranno richiamate in Ue da gennaio

Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede veronese della Volkswagen Group sono state disposte dalla procura di Verona, che ipotizza il reato di frode in commercio. Ci sarebbero sei nomi nel registro degli indagati: tra questi anche Luca De Meo, presidente del Cda della Volkswagen Italia, e Massimo Nordio, amministratore delegato e direttore generale. Perquisizioni anche nella sede bolognese della Lamborghini che fa parte del gruppo della casa automobilistica tedesca. “Volkswagen Group Italia e Automobili Lamborghini hanno collaborato, e continueranno a collaborare, con la massima trasparenza e apertura”, si legge in una nota della società in cui si confermano le perquisizioni.

8,5 mln auto saranno richiamate in Ue da gennaio -
Sono intanto 8,5 milioni le auto diesel che saranno richiamate. Lo ha detto la casa tedesca, secondo quanto riferisce Bloomberg, aggiungendo che i richiami partiranno da gennaio 2016 senza nessun costo per i proprietari. Inoltre, ha spiegato Volkswagen, i nuovi motori diesel EA288 non sono stati manipolati.
 

Le rassicurazioni di Volkswagen sull'Italia - Ieri Standard & Poor's aveva comunicato di aspettarsi un innalzamento dei "test sull'efficienza dei motori" che contribuirà a "mantenere alta" la spesa per investimenti delle case automobilistiche, con effetti negativi sul "miglioramento" del loro profilo di credito. Questo elemento rappresenta una delle "crescenti incertezze che l'industria automobilistica globale affronta"'.  Nelle stesse ore l'amministratore delegato di Volkswagen Italia Nordio aveva confermato che "non cambierà il Piano di investimenti previsto per l'Italia".

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