Lampedusa, 2 anni fa la strage costata la vita a 368 migranti

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L'Isola "sia simbolo di una riscossa dell'Europa", scrive Mattarella in un messaggio al sindaco. Il naufragio del 3 ottobre 2013, continua, ci ha posto "di fronte alla vergogna di una strage immensa" di cui si fece carico la gente, che "prestò generosamente i primi soccorsi". Alfano: "Tutto è partito quel giorno, non si può dimenticare"

Lampedusa, la piccola cittadina siciliana affacciata sul mare e terra di approdo di migliaia di uomini e donne in cerca di un nuovo futuro, “può diventare il simbolo di una riscossa dell'Europa, dopo essere stata a lungo la frontiera della speranza e della solidarietà”. Sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad aprire a Lampedusa la cerimonia per le vittime dei naufragi, ad iniziare dalle 368 della tragedia del 3 ottobre 2013.


Il giorno della commemorazione -
Il porto siculo si ferma per ricordare i cittadini eritrei, somali, ghanesi, partiti da Misurata, in Libia, e che trovarono la morte a poche miglia dalla loro meta, in una catastrofe marittima che provocò 368 vittime, causata da un incendio e dal successivo rovesciamento dell'imbarcazione (un peschereccio di 20 metri) su cui avevano trovato posto. La strage di Lampedusa si consumò così, a poche decine di metri dall'Isola dei Conigli. Le operazioni di soccorso consentirono di salvare circa 150 superstiti. In seguito al naufragio il governo, all'epoca guidato da Enrico Letta, decise di rafforzare le attività di pattugliamento del Canale di Sicilia dando vita all'operazione Mare Nostrum, con lo scopo di prevenire il ripetersi delle tragedie del mare. La missione militare ora è stata sostituita dalle attività di Frontex.

Alfano: tutto è partito da quel 3 ottobre - "Tutto è partito da quel giorno. Lampedusa #3ottobre. Lutto per il mondo. Non si può dimenticare. Anche per loro abbiamo avuto ragione in #Ue". E' quanto scrive in un tweet il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, facendo riferimento alle recenti decisioni prese in Europa sulla ridistribuzione dei migranti.

Il corteo - Alla cerimonia, a due anni dalla strage, erano presenti oltre agli isolani e agli amministratori, i sopravvissuti del naufragio e alcuni familiari delle vittime, ritornati sull'isola dalla Svezia, dalla Danimarca e dall'Olanda: complessivamente una trentina di persone, fra cui i siriani Abdul e Sabah, genitori di Ahmed, superstiti dell'altro naufragio dell'11 ottobre. Data a partire dalla quale il loro figlio risulta disperso. La coppia oggi vive in Norvegia, dove ha ottenuto l'asilo politico. A Lampedusa sono tornati in cerca di notizie del loro congiunto. Il corteo di commemorazione si è concluso a porta d'Europa con un momento di raccoglimento dei superstiti con padre Mussie Zerai. Prima della cerimonia in mare, i sopravvissuti hanno ringraziato la gente di Lampedusa, per quanto ha fatto e continua a fare per i migranti che sbarcano sull'isola, e di Agrigento, che "custodisce" nei propri cimiteri le salme di quanti hanno perso la vita durante quel naufragio.

 

 

Mattarella: umanità della gente è motivo di orgoglio - Quel 3 ottobre 2013 che costò la vita ad un numero "spaventoso" di migranti, ha detto ancora Mattarella, ci ha posto "di fronte alla vergogna di una strage immensa, che non si riuscì a evitare" ma di cui si fece carico la gente di Lampedusa che "prestò generosamente i primi soccorsi, salvando decine e decine di naufraghi".
 

 

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