Cassazione: "41 bis necessario per tenere in vita Provenzano"

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I giudici della Suprema Corte respingono la richiesta della difesa di ricoverare il boss in un reparto di lungodegenza ordinario del San Paolo di Milano. Resterà nella camera ospedaliera di massima sicurezza: per i magistrati avrà cure più dedicate

Le condizioni di salute di Bernardo Provenzano sono "gravi" ma se lasciasse il ricovero in regime di 41bis - all'ospedale S. Paolo di Milano in camera di sicurezza - per andare in un reparto ospedaliero comune, sarebbe a "rischio sopravvivenza", per la "promiscuità" e le cure meno dedicate. Lo sottolinea la Cassazione confermando il regime duro per il boss.

 

"Patologie plurime e gravi" - Le patologie di cui soffre l'ex capo di Cosa Nostra - condannato all'ergastolo - sono "plurime e gravi di tipo invalidante", rileva la Cassazione, accennando al grave decadimento cognitivo, ai problemi dei movimenti involontari, all'ipertensione arteriosa, a una infezione cronica del fegato, oltre alle conseguenze degli interventi subiti da Provenzano per lo svuotamento di un ematoma da trauma cranico, per l'asportazione della tiroide e per il tumore alla prostata.

 

La richiesta della difesa di Provenzano - La difesa di Provenzano ha fatto ricorso alla Suprema Corte contro il ricovero nella camera ospedaliera di massima sicurezza - convalidato dal Tribunale di sorveglianza di Milano lo scorso tre ottobre - chiedendo che l'anziano boss di 83 anni, che ormai giace sempre "allettato", sia spostato ai domiciliari in un reparto di lungodegenza del San Paolo, dove c'è un settore per curare i detenuti 'ordinari'.

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