Sanità, scontro su decreto "esami inutili": medici pronti allo sciopero

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In arrivo dl sull’appropriatezza delle prestazioni sanitarie. 208 esami a rischio erogabilità. Obiettivo: evitare visite inappropriate che costano ogni anno al Servizio sanitario nazionale circa 13 mld di euro. Associazioni di cittadini e pazienti pronti a unire le loro forze con i sindacati

E' scontro sul decreto che mira a tagliare gli esami "inutili" e quindi gli sprechi, con la revisione della spesa degli accertamenti diagnostici. I sindacati sono sul piede di guerra dopo la presentazione della lista di 208 esami a rischio erogazione, e sono pronti allo sciopero nonostante le rassicurazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che sottolinea come non ci sarà alcuna caccia al medico e che il provvedimento sull'appropriatezza non è voluto per dare addosso ai camici bianchi.

208 esami a rischio - Dall'estrazione e ricostruzione dei denti alla radiologia diagnostica comprendente risonanze e tomografie, dalle prestazioni di laboratorio come l'esame del colesterolo alla medicina nucleare e gli esami di genetica: sono in tutto 208 le prestazioni e gli esami sotto 'stretta osservazione' con il provvedimento in preparazione al ministero della Salute e che per essere rimborsate dovranno rispondere a precisi criteri. L'obiettivo è evitare visite inutili che costano ogni anno al Servizio sanitario nazionale circa 13 mld di euro.

Fimmg: questo decreto uccide la professione - Questo decreto è "sbagliato e inutile, uccide la professione del medico e espropria la sua funzione nel sistema sanitario e nella società", per questo i medici di famiglia "sono pronti allo sciopero insieme a tutte le realtà della Sanità italiana" afferma Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, la federazione più rappresentativa dei medici di medicina generale"

Cgil nazionale: serve confronto - Per Stefano Cecconi, responsabile Politiche della salute della Cgil nazionale, "le prestazioni fornite dal Servizio sanitario nazionale devono essere appropriate ma è inaccettabile scaricare la responsabilità e il costo sulle spalle del cittadino che viene costretto a pagare. Così come l'appropriatezza non si realizza 'per decreto'". E aggiunge che "Quella che il ministro Lorenzin sta compiendo è un'operazione delicatissima, che riguarda la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è condizionata pesantemente dai tagli alla Sanità. Per questo il confronto con i sindacati medici è utile ma non basta: è inconcepibile che una questione così rilevante venga trattata senza un confronto".

 

Associazione medici - Totale contrarietà, poi, viene espressa da parte dell'Anaao Assomed "ad affrontare il tema dell'appropriatezza clinica per via amministrativa". Per l'Associazione, "non è, infatti, compito della politica - commenta il Segretario Costantino Troise - definire i criteri dell'appropriatezza clinica, valore in cui pure ci riconosciamo, invadendo l'autonomia e la responsabilità dei Medici". Il Suami-Assoprof, invoca invece lo "stop a politiche sanitarie che ricadono sui medici e sui cittadini. E il Decreto sull'appropriatezza prescrittiva va in questa direzione rischiando di minare, con il suo sistema sanzionatorio, ancora di più il rapporto tra medico e il paziente". Secondo il segretario Roberto Lala, "per questo, e ancora con più forza rilanciamo la mobilitazione generale indetta dalla Fnomceo. I medici radiologi invece, esprimono un parere fortemente positivo sulla iniziativa del ministro Lorenzin: "Si tratta, pur con tutte le modifiche necessarie sulle sanzioni, di un primo passo importante che consente di mettere il tema della appropriatezza, ed in particolare di quella prescrittiva, al centro di un tavolo fatto di soluzioni pratiche e non solo di discussioni filosofiche" ha dichiarato Corrado Bibbolino, segretario nazionale SNR.

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