Mafia Capitale: Procura valuta fascicolo dopo relazione Anac

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Il dossier presentato dal presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione è al vaglio del procuratore capo Pignatone che potrebbe decidere di aprire un’inchiesta. Secondo Cantone tra il 2011 e il 2014 il 43% degli appalti nella città è stato affidato senza gara pubblica. Sabella: "Una fotografia che non è un’esclusiva di Roma"

La relazione del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone sulla gestione degli appalti a Roma (dalla quale è emerso che tra il 2011 e il 2014 il 43% dei lavori è stato affidato senza gara pubblica), potrebbe portare all'apertura di un fascicolo d'indagine. Il procuratore capo della Capitale Giuseppe Pignatone sta infatti esaminando il dossier. Si valuterà, in base al contenuto della relazione, se farla confluire o meno nel fascicolo Mafia Capitale.


La relazione di Cantone - L'allarme sul pericolo di appalti malati era stato lanciato dal presidente dell'Anac Cantone che, all'interno della relazione sulle amministrazioni capitoline tra il 2011 e il 2014, ha spiegato che "ci sono appalti che possono essere dati per legge anche senza gara, ma noi abbiamo verificato che molti sono stati assegnati senza gara anche se non c'erano quei presupposti" e questo sistema "è praticamente in gran parte quello" sul quale si è radicata Mafia Capitale; non tutti gli appalti irregolari sono necessariamente oggetto di corruzione, ma quel sistema di illegalità ha finito per favorire meccanismi corruttivi". Un sistema che, scrive la stessa Authority, ha raggiunto il suo apice con Alemanno ed è stato ereditato.





Sabella: "Fotografia Cantone non è esclusiva di Roma"
- “Le cose stanno cambiando”, dice Alfonso Sabella, assessore alla Legalità della Capitale. “La realtà fotografata da Cantone - spiega - non è un’esclusiva di Roma. Attenzione perché gran parte della pubblica amministrazione funziona così”.

Sindacati: "89% cantieri non in regola" - Per la Capitale, con il Giubileo alle porte, mettere al sicuro gli appalti dalle infiltrazioni mafiose ma anche da procedure che non rispettano la legge è dunque un’esigenza irrinunciabile. Il prefetto Franco Gabrielli avverte: riservare il 5% alle coop nasce da una buona intenzione, "favorire il mondo economico che ruota attorno alla solidarietà" ma per come è stato usato "è criminogeno e va rivisto". E infatti l'Anac, per voce del suo presidente Cantone, dice che quella modalità di appalto ha generato irregolarità per 4 anni a Roma "con gare senza controllo". A questo quadro si aggiunge l'allarme dei sindacati sui cantieri del Giubileo. Preoccupati dal massimo ribasso, "che potrebbe generare lavoro nero ed evasione fiscale", fanno sapere che "l'89% dei cantieri a Roma non è in regola".

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