Scattone rinuncia alla cattedra: “Non sono più sereno”

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L'uomo ha scontato la pena per l'omicidio di Marta Russo ma la notizia del suo incarico aveva scatenato polemiche: “Dolore e amarezza”. La famiglia della vittima: “È stata fatta giustizia"

"Se la coscienza mi dice di poter insegnare, la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all'incarico": lo annuncia all'agenzia Ansa Giovanni Scattone, al quale nei giorni scorsi è stata assegnata una cattedra di psicologia all'Istituto professionale Einaudi di Roma. Condannato a 5 anni e 4 mesi per omicidio colposo di Marta Russo, Scattone ha scontato la pena, ma l'incarico ha determinato polemiche in particolare da parte della famiglia della vittima. "Sono soddisfatta, soprattutto per i ragazzi. È stata fatta giustizia", ha commentato la mamma di Marta Russo.

 

 

Scattone: “Dolore e amarezza” - "Con grande dolore ed amarezza - dice Scattone, assistito dall'avvocato Giancarlo Viglione - ho preso atto delle polemiche che hanno accompagnato la mia stabilizzazione nella scuola con conseguente insegnamento nell'oramai imminente anno scolastico. Il dolore e l'amarezza risiedono nel constatare che, di fatto, mi si vuole impedire di avere una vita da cittadino 'normale' ". "La mia innocenza, sempre gridata - aggiunge - è pari al rispetto nei confronti del dolore della famiglia Russo. Ho rispettato, pur non condividendola, la sentenza di condanna. Quella stessa sentenza mi consentiva, tuttavia, di insegnare. Ed allora sarebbe stato da Paese civile rispettare la sentenza nella sua interezza".



La reazione della famiglia Russo - "Evidentemente si è sentito pressato – dice ancora la mamma di Marta Russo –. Ormai lui una vita se l'è rifatta, Marta non ha avuto questa possibilità. La nostra piccola battaglia ha vinto, ha dato i suoi frutti". Scattone negli anni si è sempre dichiarato innocente, ma anche se un giorno dovesse chiedere perdono alla famiglia della vittima, i genitori non sono certi di accettare le scuse. "Non lo so - dice la mamma -. So che non succederà mai, ma non so quale potrebbe essere la nostra reazione".

 

Le polemiche dei giorni scorsi

 



Giannini: “E' un problema della sua coscienza” - Diverse le reazioni politiche. "Sarei tranquilla – dice il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Stefania Giannini – se mia figlia fosse nella scuola dove insegna il professor Scattone. Ha espiato la condanna che non prevedeva l'interdizione dai pubblici servizi. Semmai è lui che ora deve prendere posizione, è un problema della sua coscienza".

 

La reazione del deputato Pd Roberto Giachetti

 

 

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