Funerali Casamonica, ancora polemiche. L'Osservatore Romano: "Scandalo"

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A due giorni dal rito funebre in stile "Padrino", si cercano i responsabili di una lunga catena di errori. La Corte d'Appello di Roma, con un documento "urgentissimo" trasmesso all’Arma, aveva autorizzato alcuni parenti agli arresti domiciliari a partecipare alle esequie. Alfano: "Prendere decisioni perché non accada mai più". Avvenire: clamore esagerato

A due giorni dal funerale in stile “Padrino” di Vittorio Casamonica, celebrato a Roma con carrozza trainata da cavalli, petali gettati da un elicottero e banda che intonava motivi di film famosi, non si fermano le polemiche. Nella Capitale, ora, si cercano i responsabili di una lunga catena di errori. E mentre il prefetto Gabrielli ammette le “mancanze”, l’Enac sospende il pilota del monomotore, L'Osservatore Romano parla di "scandalo" e il M5s chiede elezioni subito, emergono nuovi particolari su chi sapeva del rito e quindi, forse, avrebbe potuto evitare lo show.

Carabinieri e giudici sapevano del funerale -
La Corte d'Appello di Roma e i Carabinieri, ad esempio, sapevano dei funerali del boss. Proprio la Corte d'Appello, infatti, aveva trasmesso ai Carabinieri di Ciampino un documento "urgentissimo" in cui si consentiva al figlio del patriarca del clan, Antonio Casamonica, agli arresti domiciliari, di partecipare alle esequie. La richiesta era stata inoltrata dal legale di Antonio, Mario Giraldi, il 19 agosto ed era stata accolta: l'imputato, si legge nel documento d’autorizzazione, può “allontanarsi dalla propria abitazione alle ore 10 del 20 agosto 2015, per recarsi con i propri mezzi presso la chiesa di San Giovanni Bosco al Tuscolano, in Roma, e successivamente al cimitero del Verano, in Roma", ma deve rientrare "alle ore 14 della stessa giornata". Il documento è stato inviato dal presidente della prima sezione della Corte d'Appello, Giorgio Maria Rossi, alla tenenza di Ciampino con la scritta a penna "urgentissimo". La mattina del 20 agosto, poi, Rossi ha firmato il permesso per Loreta Casamonica, nipote di Vittorio, anche lei ai domiciliari: alla donna viene concesso di uscire per 5 ore, dalle 9 alle 14, e anche in questo caso il documento, che arriva ai carabinieri di Roma Tor Vergata meno di due ore prima dell'inizio della cerimonia, viene contrassegnato dalla scritta "urgentissimo".

Gabrielli ammette "mancanze". Alfano: prendere decisioni perché non accada mai più -
Il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che ha ammesso le "mancanze" anche "dell'apparato di sicurezza", ha già chiesto chiarimenti a Questura, carabinieri e vigili urbani. Si è trattato di "una cosa grave, stigmatizzabile. Non doveva accadere e invece è accaduta", ha detto. “Né sul tavolo del Questore né sul mio – ha aggiunto – è arrivata nessuna segnalazione in tempo utile. E qui sta il problema: in una società perennemente connessa non c'è stata la necessaria tempestività di informazione". Gabrielli ha inviato una relazione al ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Il Comitato provinciale - ha commentato il titolare del Viminale - assuma pertanto tutte  le decisioni necessarie per governare al meglio situazioni di questo genere, potenziando la circolarità dei flussi di comunicazione a livello locale, perché quanto avvenuto non accada mai più".

L'Osservatore Romano: "Scandalo" -
Nella catena di errori che hanno consentito al clan dei Casamonica di appropriarsi per alcune ore del popoloso quartiere di Cinecittà, però, almeno un responsabile è stato individuato: è il pilota dell'elicottero. L'Enac ha disposto la sospensione cautelativa della licenza perché "ha effettuato una deviazione non prevista né comunicata": era partito da Terzigno (Na) e doveva arrivare solo all'elisuperficie Romanina.
Declina ogni responsabilità, invece, il parroco che ha celebrato il rito funebre: “Lo rifarei, è il mio lavoro. Non spettava a me negare il funerale”. Avvenire, poi, parla di clamore esagerato: il giornale dei vescovi definisce l’accaduto un "evento sconcertante e irritante sotto molti e diversi profili", ma critica il "battage enorme che ne ha enfatizzato a dismisura proprio gli aspetti più censurabili". “Il funerale 'reale' di Vittorio Casamonica è stato reso tale e indimenticabile dai mass media non da una gigantografia abusivamente srotolata fuori da una chiesa romana", scrive il direttore Marco Tarquinio. Di “scandalo” parla, invece, L’Osservatore Romano: il funerale, dice, “richiederebbe almeno compostezza, riserbo, dignità e, soprattutto, silenzio. Tutto quello che, invece, il 20 agosto a Roma è mancato".

M5S chiede elezioni subito - La bufera politica, intanto, non accenna a placarsi ed è alimentata anche dall'attenzione dedicata ai funerali dalla stampa internazionale. I grillini chiedono elezioni subito, anche in vista dell'appuntamento del 27 agosto in cui Alfano dovrà tenere una relazione sull'inquinamento mafioso del Campidoglio. L'unico che vede anche il positivo dell'imbarazzante situazione sembra essere il sindaco di Roma Ignazio Marino, che twitta: "Mafia Roma: ora meno soli in questa battaglia". Anche se poi esprime "preoccupazione" per i messaggi "inquietanti" lanciati dal clan Casamonica. Il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, sta pensando a una manifestazione contro le mafie per “occupare” il 3 settembre quella piazza profanata.

 

 

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