Aggressione con l’acido: Martina può vedere il figlio una volta al giorno

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Il Tribunale dei minori di Milano cancella il divieto di contatto tra la madre e il neonato, ma la ragazza non potrà allattarlo. Alex Boettcher chiede di poter riconoscere il piccolo. I giudici hanno comunque avviato il procedimento di adottabilità del figlio della coppia, condannata a 14 anni

Per la prima volta, e a distanza di quasi quattro giorni dal parto, Martina Levato, la studentessa bocconiana condannata a 14 anni di carcere per un'aggressione con l'acido e sotto processo per altri episodi, ha potuto vedere suo figlio e stare un po' con lui. E' avvenuto perché così ha deciso il Tribunale per i minorenni di Milano che ha ribaltato un provvedimento emesso dalla Procura minorile dopo la nascita del piccolo, subito separato dalla madre.

 

I nonni materni "felicissimi” - Anche se non è durato molto il primo incontro tra madre e figlio alla clinica Mangiagalli, per Martina, come ha raccontato il legale della giovane, l'avvocato Stefano De Cesare, sono stati ovviamente momenti "molto emozionanti". Anche i nonni materni, come riferito dal loro legale, l'avvocato Laura Cossar, non hanno affatto nascosto la loro gioia spiegando di essere "felicissimi".

 

Autorizzata una visita al giorno - Con un provvedimento "urgente e provvisorio", infatti, i giudici minorili hanno autorizzato "la madre ad effettuare una visita giornaliera di durata contenuta" al figlio "alla presenza" di operatori sanitari, con l'esclusione, però, per lei della possibilità di allattare direttamente il piccolo (l'allattamento già avveniva per via indiretta). Il pm minorile Annamaria Fiorillo aveva deciso, invece, di allontanare immediatamente il neonato dalla mamma, facendo leva, in sostanza, sulla "inadeguatezza totale e irreversibile" della donna a seguire i bisogni evolutivi del minore. E per evitare un pregiudizio maggiore, data una possibile decisione futura del Tribunale di affidare, in vista dell'adozione, il neonato, ad un'altra famiglia.

 

Aperto procedimento adottabilità - I giudici, che hanno concesso anche ai genitori di Martina di vedere il nipote una volta al giorno negli orari previsti di visita in ospedale, hanno accolto, però, la richiesta del pm minorile di apertura di un procedimento di adottabilità al termine del quale si arriverà ad una decisione nel merito. Procedimento nel quale entreranno in campo, "come un fronte unito" hanno spiegato i loro legali, sia i nonni materni che la madre di Alexander Boettcher (padre del piccolo e compagno di Martina, anche lui condannato a 14 anni per lesioni gravissime), i quali chiederanno ai giudici di affidare a loro il nipote. Il legale del ragazzo, infatti, ha scritto una lettera a Garante dei detenuti e al Comune di Milano, indirizzandola al sindaco Giuliano Pisapia, per avere chiarimenti sulle procedure di riconoscimento del figlio.

Nel frattempo, il Tribunale per i minorenni ha disposto l'affidamento temporaneo del bimbo al Comune di Milano con la nomina di un tutore legale (sia a Martina che ad Alex è stata sospesa la potestà genitoriale dopo la condanna per aver sfigurato Pietro Barbini) e ciò in attesa di una decisione sul "collocamento" del piccolo.

 

La storia di Martina ed Alex

 

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