Morto dopo Tso, l'autopsia: no strangolamento, ma segni di compressione toracica

1' di lettura

Filtrano i primi risultati degli esami eseguiti sul corpo di Andrea Soldi, deceduto a Torino dopo un trattamento sanitario obbligatorio. I legali della famiglia del 45enne: "Nesso tra la manovra eseguita durante l'intervento e la crisi respiratoria". L'avvocato di uno degli indagati: "Sospendere ogni giudizio in attesa degli approfondimenti" 

È stata eseguita lunedì 10 agosto l’autopsia sul corpo di Andrea Soldi, il 45enne affetto da schizofrenia morto mercoledì scorso, a Torino, dopo essere stato caricato a forza su un'ambulanza e portato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Dai primi risultati l’uomo non sarebbe stato strangolato, ma ci sarebbero segni di compressione toracica. I medici, infatti, avrebbero riscontrato una forte compressione muscolare all'altezza del petto, che si estende verso il collo. Non ci sarebbe, invece, nessun segno di asfissia meccanica. Per la vicenda, sulla quale indaga il pm Raffaele Guariniello, risultano indagate per omicidio colposo 4 persone: i tre vigili urbani e lo psichiatra che hanno eseguito il Tso.

“Escluso che sia stato strangolato” - L’autopsia, a cui hanno assistito i consulenti delle parti, è stata effettuata dal medico legale Valter Declame all'ospedale Maria Vittoria di Torino, dove Soldi era giunto in stato di arresto cardiaco e dove è morto poco dopo. Gli esiti di questi primi accertamenti sono stati trasmessi al pm, ma per conoscere le esatte cause del decesso bisognerà attendere l'esame istologico. “Per il momento sospendiamo ogni giudizio e ipotesi in attesa dell'esito degli esami istologici e tossicologici. Gli accertamenti sono lunghi e per questo è stato chiesto e ottenuto il termine di 90 giorni per il deposito delle relazioni”, ha detto Anna Ronfani, legale del medico psichiatra indagato. “L’autopsia – sostiene l’avvocato – esclude che Andrea Soldi sia stato strangolato”.

“Evidenti segni di compressione toracica” - Secondo i consulenti della famiglia di Andrea Soldi, però, sarebbero emersi “evidenti segni di compressione toracica” che avrebbero potuto portare l'uomo alla morte. “Ci sarebbe un nesso tra la manovra che sarebbe stata eseguita da chi è intervenuto e la crisi respiratoria di Andrea Soldi”, ha detto Giovanni Maria Soldi, legale dei parenti della vittima. “Resta da capire – ha aggiunto l’avvocato – quanto tale manovra abbia influito nella catena degli eventi che hanno portato al decesso e perché non sia stato prestato nessun tipo di soccorso a una persona in evidente stato di difficoltà respiratoria”.

“Manovra coercitiva” esercitata per un tempo eccessivo - Martedì sono emersi nuovi dettagli sui risultati dell'autopsia. Una delle concause della morte del 45enne potrebbe essere una “manovra coercitiva” esercitata per un tempo eccessivo. L'ipotesi formulata dal medico legale, infatti, sarebbe quella di una morte per "choc da compressione latero-laterale al collo". A sostenerla, secondo quanto si apprende, c'è un ematoma sottocutaneo scoperto nel corso degli esami. La manovra con stretta eseguita dagli agenti della polizia municipale intervenuti sul posto, dicono gli esperti, deve avere una durata massima di una quindicina di secondi. Diversamente, provoca una riduzione dell'afflusso di sangue al cervello con perdita del respiro, del controllo urinario e della coscienza.
Dalle indagini della procura, poi, emergerebbe che per salvare Andrea Soldi bisognava eseguire un intervento di rianimazione durante il trasporto in ambulanza: la manovra però era impossibile perché l'uomo era ammanettato e prono...

Coisp: “Non si può più lavorare così” - Sulla morte dell’uomo è intervenuto anche Franco Maccari, segretario generale del sindacato di polizia Coisp: “Prima ci chiamano, poi ci assalgono, poi ci lapidano. Il copione non è più sopportabile”. “Sul luogo dei fatti – afferma il sindacalista – non c'era chi potesse garantire la sicurezza di tutti e in particolare di operatori incolpevoli che hanno eseguito ordini senza che nessuno desse loro mezzi o indicazioni particolari e che adesso subiscono la criminalizzazione che non viene mai fatta mancare. Lavorare così non si può più. È indispensabile che un magistrato sia sempre presente accanto a noi, che si tratti di fare un Tso o ordine pubblico allo stadio o vigilanza ad un corteo".

Data ultima modifica 11 agosto 2015 ore 16:15

Leggi tutto