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Tre agenti della polizia municipale e uno psichiatra sono stati iscritti nel registro degli indagati, con l'accusa di omicidio colposo, per il caso di Andrea Soldi, 45 anni, deceduto dopo essere stato caricato a forza su un'ambulanza e portato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio

Quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati per il caso di Andrea Soldi, 45 anni, morto il 5 agosto a Torino dopo essere stato caricato a forza su un'ambulanza e portato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. L’accusa per tre agenti della polizia municipale e uno psichiatra è di omicidio colposo.

La ricostruzione - Soldi aveva dato in escandescenza in un piazzale del capoluogo piemontese e il centro di salute mentale dell'Asl 2 aveva chiesto ai vigili urbani di eseguire il provvedimento. Alcuni testimoni raccontano che per immobilizzare il paziente, un uomo di 150 chili che dal 1990 soffriva di schizofrenia, sono state usate maniere forti. Anche in ambulanza – affermano - gli sarebbero state lasciate le manette ai polsi. Ma le testimonianze raccolte finora dalla polizia giudiziaria non coincidono.

L’inchiesta - L’inchiesta è affidata al pm Raffaele Guariniello che, nella sua qualità di coordinatore del pool 'colpe mediche professionali' della procura di Torino, cercherà di far luce sul comportamento adottato dallo psichiatra e dai vigili urbani, che sono stati trasferiti "in via prudenziale" a incarichi non operativi dopo che anche la Polizia Municipale ha avviato nei loro confronti una indagine interna. "La dinamica dell'episodio sta venendo fuori, ma continuiamo a lavorarci" spiega il pm. “Il lavoro non è finito - aggiunge - potrebbe emergere ancora qualcosa. Altre persone saranno ascoltate nei prossimi giorni".

La sorella: era un buono - "Mio fratello – racconta Cristina Soldi - era malato. Soffriva di schizofrenia da tempo, ma era già stato soggetto a trattamenti sanitari e non c'era stato alcun problema. Era un buono e non aveva mai fatto del male a nessuno. Mezz'ora prima rideva e scherzava. Non doveva essere ammanettato. Non doveva essere trattato in quel modo. Non doveva finire così”.

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