La Cassazione: le scuole religiose devono pagare l’Ici. Insorge la Cei

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Il segretario generale dei vescovi, monsignor Galantino, contro la sentenza della suprema corte: "Limita la garanzia di libertà sull'educazione". Il sottosegretario De Vincenti: avviare "tavolo di confronto". Il ministro Giannini: "Fare una riflessione"

Una "sentenza pericolosa" che limita  fortemente "la garanzia di libertà sull'educazione che tanto richiede anche l'Europa". La pronuncia della Cassazione sugli istituti  scolastici religiosi di Livorno che dovranno pagare l'Ici fa insorgere il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino. "Siamo davanti a una sentenza pericolosa. Chi prende decisioni, lo faccia con meno ideologia. Perché ho la netta sensazione che con questo modo di pensare, si aspetti l'applauso di qualche parte ideologizzata. Il fatto è che non ci si sta rendendo conto del servizio che svolgono le scuole pubbliche paritarie".
Più tardi arriva la presa di posizione del governo che annuncia, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, l'avvio di un "tavolo di confronto" per arrivare "a un definitivo chiarimento normativo". 

La sentenza - La legge, secondo la Cassazione, è chiara: anche le scuole religiose devono pagare l'Ici poiché non sono attività che possono godere dell'esenzione. Quella della 5/a sezione civile della Cassazione, che ha accolto un ricorso del Comune di Livorno, è la prima sentenza del genere in Italia su una questione finora così controversa. Una decisione che ha provocato allarme nel mondo cattolico, fino a prospettare la chiusura delle scuole paritarie, annunciata da don Francesco Macrì, presidente della Fidae, la Federazione Istituti di attività educative, che non ce la farebbero a reggere l'urto del fisco.

Galantino: non si tratta solo di scuole cattoliche - Dati alla mano, il segretario generale della Cei, monsignor Galantino, ricorda che "ci sono un milione e 300 mila studenti nelle scuole paritarie. Bisogna anche sapere che a fronte dei 520 milioni che ricevono le scuole paritarie, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo. Attenzione, dunque, a non farsi mettere il prosciutto sugli occhi dall'ideologia". Galantino insiste su un concetto: "Non stiamo parlando solo di scuole cattoliche. Impariamo a chiamare le cose con il loro nome, parliamo di scuole pubbliche paritarie. Lo stesso ministro Giannini, in maniera  illuminata, sta cercando di fare percepire che le scuole paritarie sono pubbliche".

Giannini: serve una riflessione - Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, interviene da Aosta sulla sentenza della Cassazione: i giudici dicono "che c'è un trattamento diverso" tra pubbliche e paritarie "perché sono istituzioni diverse". "Penso che forse ci sia una riflessione da fare", dice Giannini dopo aver ricordato che in regioni come il Veneto, senza paritarie, Stato e Regione "si troverebbero in enormi difficoltà economiche e strutturali".

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