Barcone naufraga davanti alla Libia, decine di morti

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Almeno quaranta migranti, secondo le testimonianze dei superstiti, sarebbero annegati nel naufragio di un gommone davanti alle coste libiche. Le vittime sarebbero tutte originarie di paesi dell'area sub sahariana. Un'inchiesta di Sky News rivela: un etiope a capo dei trafficanti di uomini 

Ennesima tragedia del mare al largo delle coste libiche. Alcune decine di migranti, una quarantina secondo le testimonianze dei superstiti, sarebbero annegati in seguito al naufragio di un gommone avvenuto mercoledì mattina. A raccontarlo sono stati gli stessi sopravvissuti sbarcati ad Augusta dalla nave militare tedesca Schleswig –Holstein. Sono 888 i migranti tratti in salvo in tre diverse operazioni condotte nella giornata di giovedì al largo delle coste della Libia, e che hanno riguardato due barconi ed un gommone. Alle operazioni hanno partecipato tre motovedette della Guardia costiera, un mercantile panamense ed un rimorchiatore inquadrato nell'operazione Triton.

 

Il racconto dei sopravvissuti - I superstiti del naufragio, 88 in tutto, sono stati raccolti in un primo momento da una nave mercantile, poi sono stati affidati alla nave militare tedesca. Agli operatori dell'organizzazione umanitaria Save the children hanno raccontato che erano oltre 120 su un gommone fatiscente partito nella notte tra lunedì e martedì da un porto della Libia. A un certo punto i tubolari si sarebbero sgonfiati e il battello avrebbe cominciato a imbarcare acqua. Una quarantina di migranti, tra i quali alcune donne e bambini, sarebbero finiti in mare annegando nel giro di pochi minuti. Gli altri si sarebbero aggrappati al gommone semi affondato fino all'arrivo dei soccorsi.

Le vittime sarebbero originarie di paesi dell'area sub sahariana - Le testimonianze dei sopravvissuti vengono ritenute attendibili dall'organizzazione umanitaria. "Abbiamo parlato con diversi di loro - spiega Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the children - e le versioni sono concordi. Ho davanti a me un ragazzo in lacrime perché ha perduto il fratello. Le vittime sarebbero tutte originarie di paesi dell'area sub sahariana".

Il flusso migratorio tra Libia e Italia non si ferma - Tra i migranti sbarcati ad Augusta vi sono profughi provenienti da Somalia, Eritrea, ma anche da Senegal, Benin e Mali. Un flusso migratorio inarrestabile quello tra le coste libiche e l'Italia: mentre la nave militare tedesca si dirigeva verso Augusta, un pattugliatore della Guardia Costiera svedese "Poseidon" ha sbarcato nel porto di Reggio Calabria altri 328 profughi salvati nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia.

 

Sky News: un etiope a capo dei trafficanti di uomini - Intanto un'inchiesta che cita fonti istituzionali italiane svela l'identikit dell'uomo considerato colui che gestisce il traffico di essere umani dalle coste libiche. Si tratta di Ermias Ghermay. Sarebbe coinvolto nella morte di 366 profughi a Lampedusa del 2013. A rivelarlo è un'inchiesta della giornalista britannica Alex Crawford di Sky News (la prima ad entrare a Tripoli dopo la caduta di Gheddafi nel 2011) che cita come fonti la polizia italiana ed il magistrato Geri Ferrara, membro della Dia di Palermo e componente del pool antiscafisti.

 

 

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