1' di lettura

Il tunisino Lassaad Briki e il pakistano Muhammad Waqa si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia nel carcere di San Vittore

Scena muta. I due presunti jihadisti, fanatici dell’Isis, arrestati a Brescia con l’accusa di terrorismo internazionale, hanno scelto di non rispondere alla domande del gip durante l’interrogatorio di garanzia al carcere San Vittore di Milano.

 

Terrorismo internazionale - Secondo l’accusa, il tunisino Lassaad Briki e il pakistano Muhammad Waqas stavano per passare "dalla militanza da tastiera - come si legge negli atti - a quella reale", ma sono stati arrestati prima. Prima che reperissero le armi, come kalashnikov, o fabbricassero bombe artigianali per portare a termine quei progetti di cui parlavano "continuamente" negli ultimi giorni, tra cui un attentato alla base militare di Ghedi, in provincia di Brescia.

Selfie di propaganda e un account Twitter - E' questo, stando alle indagini, l'effetto preventivo raggiunto dall'inchiesta della Procura di Milano, condotta dalla Digos milanese e dalla Polizia postale. Inchiesta che avrebbe anche accertato che i due presunti terroristi erano gli autori degli ormai famosi "selfie" di propaganda jihadista e minacce "contro le istituzioni italiane", scattati in luoghi simbolo, come davanti al Duomo di Milano o al Colosseo a Roma, e venuti a galla sul web a fine aprile. E proprio dall'analisi informatica sulla provenienza di quelle immagini - che mostravano alle spalle anche i loghi di Expo o la stazione Centrale di Milano e in primo piano biglietti con scritto "siamo nelle vostre strade, siamo ovunque, stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell'ora X" o "fedelta'" al sedicente Califfo dello Stato islamico Al Baghdadi - gli investigatori sono arrivati a Briki, che usava due account twitter per quei "messaggi di paura". Un'operazione, quella denominata 'Bay'a' ("fedeltà", appunto), che per il ministro dell'Interno Angelino Alfano dimostra come funzioni l'"ottimo sistema di prevenzione antiterrorismo".
 

Leggi tutto