Camorra, tredici in manette in Campania

1' di lettura

Blitz della Dda di Napoli contro componenti e favoreggiatori, tra cui politici e imprenditori, del clan dei Casalesi. Coinvolti anche l'ex sindaco di Caserta Pio del Gaudio e gli ex consiglieri regionali Polverino e Barbato

Una richiesta di arresto nei confronti del deputato Fi-Pdl Carlo Sarro, 55 anni, è stata inviata alla Camera dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L'accusa ipotizzata nei suoi confronti dovrebbe essere di turbata libertà degli incanti in relazione a una gara d'appalto della Gori Spa, anche se in un primo momento si era parlato di corruzione aggravata dall'avere agevolato un'organizzazione camorristica. Il provvedimento è stato emesso nell'ambito di un’operazione dei Carabinieri del Ros contro componenti e favoreggiatori del gruppo Zagaria del clan dei Casalesi: 13 provvedimenti cautelari sono stati eseguiti per accuse come associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito ai partiti. In corso anche il sequestro preventivo di conti correnti per 11 milioni di euro. L'inchiesta della Dda di Napoli riguarda, fra l'altro, un sistema di corruzione negli enti dei servizi idrici della Regione Campania.

Chi è Sarro - Carlo Sarro è componente della commissione Antimafia e vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio. Il suo nome è legato, tra l'altro, alla proposta di legge presentata in Parlamento dal 2013, e della quale si è molto discusso, per la sanatoria degli abusi edilizi. Avvocato amministrativista, nato a Piedimonte Matese (Caserta), è alla sua seconda legislatura: in quella precedente ha ricoperto l'incarico di senatore. A Montecitorio è stato eletto a marzo del 2013 nella circoscrizione Campania 2. Sarro è anche commissario del consorzio Ato 3, che gestisce dal punto di vista amministrativo il ciclo delle acque nella zona vesuviano - sarnese. “Avevamo segnalato al responsabile Anticorruzione dell'ente che la nomina di Sarro all'Ato era incompatibile con l'incarico di deputato: noi possiamo solo fare un'azione di stimolo e questa è una patologia della norma”, ha detto il presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone.

Sarro: "Non mi è stato ancora notificato nulla" - "Ho appreso leggendo alcune agenzie di stampa di essere destinatario di una misura cautelare consistente negli arresti domiciliari”, ha scritto Sarro in una nota. Ad ora, ha spiegato, "ancora nulla mi è stato notificato”. Da commissario liquidatore dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, ha aggiunto, "non mi sono mai occupato, né avrei potuto farlo, di gare, contratti" o altro. "Al fine di prevenire qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica – si legge ancora nella nota del deputato – ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Commissario liquidatore dell'Ato ed ho rimesso al partito gli incarichi politici da me rivestiti". “Dedicherò tutto il mio tempo – conclude Sarro – a lavorare per la riaffermazione della verità, non potendo permettere che la dignità della mia famiglia e la mia storia personale, professionale e politica possano essere intaccate da una simile vicenda". 


Aggiornamento: 25 luglio 2015 - A dieci giorni di distanza il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato la richiesta di arresto ai domiciliari per l'onorevole Sarro. La decisione del riesame chiude di fatto la procedura avviata dalla Camera per decidere se autorizzare o negare l'arresto del deputato. Un provvedimento ingiusto, contrario al diritto e alla verita' dei fatti" ha commentato l'avvocato Vincenzo Maiello, legale di Sarro. "Sono finiti giorni bui, il Riesame ha messo la barra della legge e del diritto al centro delle valutazioni", ha aggiunto.

 

In manette anche politici e imprenditori - Fra gli arrestati ci sono l'ex sindaco di Caserta Pio del Gaudio (Forza Italia) e gli ex consiglieri regionali della Campania Angelo Polverino (Pdl) e Tommaso Barbato. Polverino, già coinvolto in inchieste sui condizionamenti camorristici nella sanità casertana, secondo l’accusa avrebbe ricevuto dall'imprenditore edile Giuseppe Fontana, anche lui tra gli arrestati e considerato vicino al clan Zagaria, 30mila euro per le Regionali del 2010 (fu poi eletto). Del Gaudio avrebbe preso 20mila euro sempre da Fontana per le amministrative del 2011, poi vinte. In cambio Fontana avrebbe ottenuto la promessa di appalti. Barbato, ex senatore Udeur, si era candidato alle scorse elezioni regionali in Campania ma non era stato eletto. Fu protagonista, a Palazzo Madama, dello sputo al collega Nuccio Cusumano. All'annuncio di Cusumano di votare la fiducia a Prodi contro l'indicazione del gruppo Udeur, il capogruppo Barbato prima gli fece le corna, poi gridò "traditore", "pezzo di m..." e dopo essersi lanciato verso di lui gli sputò contro per superare il muro dei senatori che lo avevano bloccato.

Il “giallo” della chiavetta usb - Un capitolo dell’inchiesta riguarda anche l’arresto del boss di camorra Michele Zagaria, nel 2011. Nel bunker in cui fu catturato c’era una chiavetta usb a forma di cuore con documenti importanti. Successivamente, secondo gli investigatori, la chiavetta sparì “con la collaborazione di un non meglio identificato appartenente alla polizia di stato, che avrebbe poi favorito l'arrivo del dispositivo nelle mani di Orlando Fontana, fratello dell'imprenditore edile Giuseppe Fontana". Lo ha detto Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della Dda di Napoli.

Data ultima modifica 25 luglio 2015 ore 12:35

Leggi tutto