Peculato e falso, arresti in Regione Calabria

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Inchiesta della Procura di Reggio sui rimborsi gonfiati dai consiglieri durante la passata legislatura. 27 gli indagati, destinatari di sequestro beni per un totale di 2,5 milioni di euro. Chiesti i domiciliari per il senatore Ncd Bilardi

E' un vero e proprio terremoto politico-giudiziario quello che ha investito la Regione Calabria con l'inchiesta della Procura di Reggio sui rimborsi gonfiati dai consiglieri durante la passata legislatura e, più precisamente, negli anni 2010/2011/2012. Peculato e falso sono le accuse formulate a vario titolo nell'ambito delle indagini che vedono indagate 27 persone. I Finanzieri del comando provinciale hanno inoltre dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e 5 ordinanze di divieto di dimora.

Chiesto l'arresto per Bilardi - I destinatari delle misure restrittive sono l'assessore regionale Nino De Gaetano (Pd), Luigi Fedele, dal 2010 al 2012 capogruppo del Popolo della libertà al Consiglio regionale, e il senatore Ncd Gianni Bilardi. In questo ultimo caso, trattandosi di un membro del Parlamento, è stata chiesta l'autorizzazione a procedere alla giunta del Senato, come da procedura.
Nino De Gaetano si è invece dimesso, "pur dichiarando - spiega in una nota - la propria estraneità ai fatti contestatigli".

Notificati 5 divieti di dimora - Le persone a cui è stato notificato il provvedimento di divieto di dimora in Calabria nell'ambito sono: l'ex capogruppo dell'Udc e poi assessore regionale nella Giunta di centrodestra, Alfonso Dattolo; l'ex consigliere Giovanni Nucera (Udc); l'ex capogruppo del Centro democratic, Pasquale Tripodi; l'ex consigliere del Pd, Nicola Adamo. Il divieto di dimora è stato notificato anche all'ex autista del senatore Giovanni Bilardi, Carmelo Trapani.

27 gli indagati - Nel corso dell'operazione, chiamata in codice "Erga Omnes", sono stati sequestrati anche beni per 2,5 milioni di euro nei confronti di 27 indagati. Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali negli anni 2010/2011/2012 e le presentazioni del rendiconto annuale. In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso.

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