Calcio, "partite comprate": arrestato presidente del Catania

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Pulvirenti, il suo vice e l'ex Ds del club etneo tra le sette persone in manette. L'accusa: avrebbero truccato alcune gare di Serie B per evitare la retrocessione. Il numero uno della squadra: "Estraneo, lo dimostrerò". Abodi a Sky TG24: "Sconcertati"

Sette persone sono finite in manette con l'accusa di avere comprato alcune partite del campionato di calcio di Serie B appena concluso, per consentire al Catania di vincere ed evitare così la retrocessione. Tra gli arrestati ci sono anche il presidente della squadra etnea, Antonino Pulvirenti, il suo vice Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo del club Daniele Delli Carri. Sono accusati, a vario titolo, di frode in competizioni sportive e truffa. "Sono certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti", fa sapere lo stesso Pulvirenti.
Il n.1 della Lega di serie B, Andrea Abodi, dal canto suo assicura che "la Lega che rappresento, come è già successo nell'ambito del procedimento penale attivato dalla Procura di Cremona, non darà tregua ai responsabili di queste nefandezze, perseguendoli in sede sportiva e penale".
Intanto, il capo della procura della Figc Stefano Palazzi ha aperto un procedimento sul caso Catania.

Indagati in altre squadre -
Sono cinque le partite al centro dell'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania. Oltre ai tre dirigenti, gli altri quattro destinatari di arresti domiciliari sono due procuratori sportivi e altrettanti gestori di scommesse on line. Ci sono poi una ventina di indagati tra i quali figurano anche i vertici del Messina Calcio. Sono indagati anche vari calciatori, come Alessandro Bernardini del Livorno, Riccardo Fiamozzi del Varese, Luca Pagliarulo e Matteo Bruscaggin, entrambi del Trapani.

Abodi a Sky TG24: "Grande dolore" -
“La prima reazione è sicuramente un grande dolore, perché lavoriamo ogni giorno per rendere comunque credibile e per aumentare la reputazione del nostro contesto, quindi questa è una notizia che ci lascia sgomenti” (VIDEO). Così il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi a Sky TG24. "Non c'è alcuna possibilità di invalidare il campionato", aggiunge.

Le intercettazioni, Pulvirenti "il magistrato" - Pulvirenti era "il magistrato", "l'udienza" o "la causa" era invece il modo in cui veniva indicato al telefono l'incontro da truccare grazie "al treno", vale a dire il calciatore che si sarebbe prestato alla truffa. Dalle intercettazioni dell'inchiesta emerge il linguaggio utilizzato dagli indagati per parlare delle partite da comprare. Un linguaggio studiato nei minimi dettagli tanto che Pulvirenti e gli altri, quando dovevano discutere tra loro del prezzo per corrompere i calciatori, usavano la formula "tariffa o parcella dell'avvocato", mentre per indicare il numero di maglia del giocatore che era stato agganciato usavano la frase "l'orario del treno o il binario". Da qui, il nome dell'operazione: "i treni del gol".



"Associazione a delinquere" -
Secondo l'accusa vi sono dunque "importanti elementi" che sostengono l'esistenza di un'associazione per delinquere con una struttura "organizzativa stabile" in cui ognuno aveva il suo ruolo, finalizzata "a realizzare una serie indeterminata di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe". L'origine dell'associazione, secondo gli investigatori, risale a marzo 2015 dopo la sconfitta subita dal Catania in casa contro la Virtus Entella; sconfitta che aveva portato gli etnei in piena zona retrocessione. A quel punto i vertici della società, si sarebbero attivati, prendendo contatti con gli altri indagati, per far vincere il Catania. L'indagine avrebbe inoltre accertato che il gruppo aveva "consistenti risorse economiche" messe a disposizione dall'agente di scommesse on line Impellizzeri.


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