Maturità, finita anche la terza prova

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Archiviati i primi due scritti, i maturandi hanno affrontato il temuto quizzone dove hanno dovuto dimostrare di aver acquisito le nozioni base delle materie scelte dalla commissione e studiate nel corso dell'ultimo anno scolastico

Si è svolta la terza e ultima prova scritta per quasi 500 mila studenti che stanno affrontando gli esami di maturità (lo speciale scuola). Archiviate la prova di italiano, uguale per tutti, e la seconda prova, diversa da indirizzo a indirizzo, oggi è toccato al "quizzone": gli studenti hanno dovuto dimostrare di aver acquisito le nozioni base delle materie, scelte dalla commissione e studiate nel corso dell'ultimo anno scolastico. A predisporre il test, infatti, non è il ministero dell'Istruzione ma le singole commissioni d'esame.


Il mistero delle 5 materie - Una fuga di notizie alla vigilia degli esami di stato 2015 voleva che da quest'anno in terza prova fossero obbligatorie 5 materie per tutti. Tuttavia un comunicato del Ministero ha chiarito la questione: "Nessuna sorpresa sulla terza prova dell'Esame di Maturità che non deve obbligatoriamente riguardare cinque materie, come trapelato su alcuni organi di stampa, ma fino ad un massimo di cinque, secondo quanto previsto dal Dm n. 429 del 2000. La terza prova è predisposta dalle Commissione d'esame sulla base del documento che è stato definito entro il 15 maggio scorso da ciascun Consiglio di classe".

Le materie e la correzione - Falsa la convinzione secondo cui le materie di prima e seconda prova siano escluse dalla rosa di terza prova. Per normativa, tutte le materie possono essere oggetto del terzo scritto. Tuttavia, di fatto le commissioni tendono a voler saggiare le competenze dei ragazzi su più materie possibile, per questo Italiano e la materia di seconda prova rimangono in fondo alla lista. Alla fine dello scritto, questo verrà corretto dalla commissione in maniera collegiale. Quindi non spetterà al singolo prof, come spesso si crede, correggere il quesito della sua materia.

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