Papa: chiediamo perdono per chi chiude la porta ai rifugiati

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"Preghiamo per coloro che cercano rifugio lontano dalla loro terra, perché siano sempre rispettati nella loro dignità" chiede il Pontefice. Salvini: "Non abbiamo bisogno di essere perdonati". A Ventimiglia ancora 100 migranti sugli scogli

Dopo lo sgombero, sugli scogli di Ventimiglia sono rimasti circa 100 migranti. Hanno passato la quinta notte consecutiva sulla scogliera di Ponte S.Ludovico - ad un passo dal confine con la Francia ancora presidiata dalla Gendarmerie e dalla Police Nationale - riuscendo a proteggersi dal freddo grazie a ripari di fortuna, tende e ombrelli (lo speciale migranti)

Papa: chiediamo perdono per chi chiude la porta ai rifugiati - E mentre la Ue si interroga e cerca una soluzione per risolvere il nodo legato alla distribuzione dei migranti, è intervenuto Papa Bergoglio che, all'Udienza generale e in vista della Giornata mondiale dei profughi di sabato 20 giugno, ha chiesto a "tutti di pregare perché le persone e le istituzioni che respingono questi nostri fratelli chiedano perdono". "Preghiamo - ha continuato - per tanti fratelli e sorelle che cercando rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perché siano sempre rispettati nella loro dignità". E arriva la replica di Matteo Salvini, che ai Radio Padana dice: "Noi non abbiamo bisogno di essere perdonati. C'è il Papa che dice chiediamo perdono per chi chiude la porta ai rifugiati... Ma quanti ce ne sono in Vaticano di rifugiati?".

La porta per l'Europa - Intanto, secondo quanto appreso, intanto, sarebbero aumentati i controlli della polizia italiana sui sentieri che da Ponte S. Luigi, dove si trova il posto di frontiera italo-francese, portano a Ponte S. Ludovico, per evitare che i clandestini riammessi dalla Francia in Italia possano arrivare alla scogliera. I profughi, infatti, non vorrebbero lasciare quegli scogli. Quello spazio, a pochi metri dalla frontiera, rappresenta per loro la porta per l'Europa; la via attraverso la quale muoversi per raggiungere amici o ricongiungersi con famigliari che prima di loro hanno tentato la fortuna. Al momento, pare che un gruppo di circa 30 profughi sia stato accompagnato dalla Croce Rossa in stazione, dove sono state allestite le strutture messe a disposizione da Rfi e dal Comune; là vengono distribuiti i pasti, ci sono anche docce e vengono effettuati controlli medici. Sono infatti stati accertati 6 casi di scabbia. Non è chiaro se alle persone sarà poi permesso tornare sugli scogli. E tra le foto degli scontri del 16 giugno tra polizia e profughi (la gallery) emerge però un'immagine di solidarietà che sta facendo il giro del mondo: quella di una bimba che offre caramelle agli uomini e alle donne accampate davanti al mare:



Immigrato trovato morto in centro accoglienza a Roma - Dal centro di accoglienza in via Casilina a Roma, invece, arriva la notizia del decesso di un cittadino della Guinea. Secondo quanto si è appreso era per terra con sangue che gli usciva dalla bocca e dal naso. Ancora da accertare le cause della morte.

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