Crac Divina Provvidenza, chiesto arresto per un senatore Ncd

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Dieci persone in manette per una bancarotta da 500 milioni. Tra loro anche due suore. Coinvolto il parlamentare Antonio Azzollini che presiede la commissione Bilancio di palazzo Madama. Per lui sarebbero stati chiesti i domiciliari

Dieci arresti, circa 32 milioni di euro sequestrati più un immobile destinato ad una clinica privata a Guidonia (Roma). E' il bilancio dell'inchiesta della procura di Trani per il crac da 500 milioni di euro circa subito dalla Congregazione Ancelle Divina Provvidenza, con sedi a Bisceglie, Foggia e Potenza. Tra le persone coinvolte anche il senatore di Ncd Antonio Azzollini per cui sarebbero già stati chiesti gli arresti domiciliari.

La richiesta di arresti domiciliari –
Gli atti che riguardano il parlamentare dovrebbero venire trasmessi oggi stesso alla Giunta per le Immunità presieduta da Dario Stefano. Azzollini, che presiede la commissione Bilancio di palazzo Madama, quella che deve dare ancora tra l'altro il parere sulla riforma della Scuola, è coinvolto anche in un'inchiesta sul porto di Molfetta ma per quella richiesta che riguardava l'utilizzo delle intercettazioni, il Senato negò l'autorizzazione anche con i voti del Pd.

Arrestate anche due suore –
Le altre persone arrestate sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e altri reati. Tra loro ci sono anche due suore "massime responsabili della Congregazione delle Ancelle", che si trovano ai domiciliari. Gli altri arrestati sono un ex direttore generale, amministratori di fatto, consulenti e dipendenti dell'Ente. Gli indagati sono in tutto 25 e tra loro compaiono professionisti, ex amministratori della Cdp e politici locali, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell'Ente.

Le accuse –
Stando a quanto si legge negli atti ufficiali della Congregazione, - ha rilevato la Procura di Trani - il servizio pastorale delle Ancelle della Divina Provvidenza, consisterebbe nel prendersi cura delle persone colpite nelle facoltà intellettive e fisiche, privilegiando le aree di particolare necessità e di abbandono 'per farsi voce di chi non ha voce'. Le indagini hanno chiarito invece, secondo la procura, "che i nobili principi ispiratori della venerabile missione avviata dal Padre Fondatore ormai non sono altro che un lontano ricordo". La procura ha anche sottolineato "la preziosa collaborazione fornita dallo Ior, nell'ambito delle rogatorie internazionali richieste".

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