Mafia Capitale, indagato anche Castiglione (Ncd)

1' di lettura

Il sottosegretario nel mirino della Procura di Catania per l'appalto per la gestione del Cara di Mineo. A Sky TG24 dice: "Non ho ricevuto nessun avviso di garanzia". A Roma primi interrogatori, Ozzimo al Gip: "Con Buzzi solo rapporti politici"

C'è anche il sottosegretario all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), tra i sei indagati per turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Catania sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo. La notizia anticipata dal quotidiano La Sicilia ha trovato riscontro nel decreto di perquisizione eseguito ieri da carabinieri del capoluogo etneo negli uffici comunali di Mineo (LO SPECIALE) ed è stata poi confermata dal procuratore di Catania a Sky TG24.  Secondo gli atti, Castiglione è indagato "nella qualità di soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo".

Castiglione: "Ora basta, sia fatta luce" - E pronta arriva anche la reazione del direttore interessato. “Su questa vicenda – spiega Castiglione a SkyTG24 - ho massima serenità. Per la seconda volta in sei mesi si parla di un mio possibile coinvolgimento nella vicenda Cara. Io non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Faccio un plauso alla procura di Roma per il lavoro che ha fatto e anche a quella di Catania, stanno facendo un ottimo lavoro. Ho chiesto alla procura di Catania e di Caltagirone di essere messo a conoscenza di eventuali iscrizioni e formalmente mi hanno risposto che non ce ne sono. Io sono comunque a disposizione della procura, per qualunque circostanza loro ritengano utile per l’indagine”.

Coratti: “Non ho commesso reati” - Intanto, a Roma, sono iniziati nel carcere di Regina Coeli i primi interrogatori di garanzia della seconda fase dell'inchiesta “Mafia capitale”, che ieri ha portato all'esecuzione di 44 arresti (FOTO - VIDEO). “Non ho commesso reati”, ha detto Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea capitolina, Pd, al gip. Interrogatori anche per Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa "La Cascina", per il dirigente comunale Angelo Scossafava e per l'ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo.
Quest'ultimo durante l'interrogato ha detto di aver avuto "con Salvatore Buzzi rapporti esclusivamente politici. Con lui si parlava di politica e ricordo che era iscritto al mio circolo del Pd. Da diversi anni frequentava il circolo".



Gli altri indagati - Nel decreto, la Procura di Catania ipotizza inoltre che gli indagati "turbavano le gare di appalto per l'affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l'affidamento e prevedevano gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014".
Gli altri indagati sono: Giovanni Ferrera, "nella qualità di direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza"; Paolo Ragusa, "nella qualità di presidente della Cooperativa Sol. Calatino"; Luca Odevaine "nella qualità di consulente del presidente del Consorzio dei Comuni", e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra.

Preoccupazione dell'Unhcr - Sullo scandalo non mancano le reazioni politiche. Dopo l'invito alle dimissioni da M5S e Lega, il presidente Mattarella, all'Expo di Milano, dice: "Contrasto a illegalità e corruzione deve essere severo. L'immigrazione va affrontata con saggezza e umanità".
Intanto l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime forte preoccupazione per le ultime notizie riguardanti lo scandalo che hanno evidenziato gravi irregolarità nella gestione dei fondi destinati a migranti e richiedenti asilo sul territorio della Capitale e in altre regioni italiane.

Leggi tutto