Thyssen, pene ridotte a imputati. I parenti: "Una vergogna"

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La corte d'Appello di Torino ha ridefinito le pene per i sei manager, tra cui anche l’ex ad Espenhahn, già condannati per omicidio colposo e altri reati in seguito all'incidente avvenuto nel dicembre 2007. Protestano in aula i familiari delle vittime

La Corte d'Appello di Torino ha ridefinito le pene per i sei manager della Thyssenkrupp, già condannati per omicidio colposo e altri reati in seguito all'incidente avvenuto nel dicembre 2007, quando nello stabilimento torinese morirono sette operai travolti dalla fuoriuscita di olio bollente. L'ex amministratore delegato Harald Espenhahn è stato condannato a 9 anni e 8 mesi (in primo grado erano 16 anni, diventati poi 10 nel primo appello), 6 anni e 10 mesi a Marco Pucci e Gerald Priegnitz (prima erano 7 anni), passa da 9 anni a 7 anni e 6 mesi Daniele Moroni, 7 anni e 2 mesi a Raffaele Salerno (prima 8 anni e mezzo), 6 anni e 8 mesi a Cosimo Cafueri (era stato condannato a 8 anni).

Protestano i parenti delle vittime
- In aula i familiari delle sette vittime hanno protestato. Alcuni di loro si sono trattenuti a lungo nel corridoio al piano interrato del Palazzo di Giustizia di Torino. "E' uno schifo", ha gridato una donna.
“Con quella di oggi ci sono state quattro sentenze e ogni volta è stato tolto un pezzettino", ha commentato Antonio Boccuzzi, parlamentare del Pd, unico sopravvissuto della squadra di operai Thyssenkrupp (dove all'epoca lavorava) coinvolta nell'incendio in fabbrica nel 2007.

Legale ad: "Faremo ricorso"
- Di diverso avviso l’avvocato di Espenhahn, Ezio Audisio: “Ci aspettavo qualcosa di più, le riduzioni sono state minime" ha commentato dopo la sentenza, aggiungendo che presenterà ricorso in Cassazione.

Appello ordinato dalla Cassazione - Il processo in corte d'appello era stato ordinato dalla Cassazione, nell'aprile 2014, al solo scopo di ricalcolare le condanne inflitte agli imputati per il rogo che nel 2007 uccise sette operai. Le pene oscillano fra i sette anni e sei mesi e i sei anni e otto mesi, con una leggera riduzione rispetto alle precedenti.

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