Strage tribunale, Giardiello passato dal metal detector

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Secondo la procura di Brescia, scrive il Corriere della Sera, l'autore della sparatoria del 9 aprile scorso sarebbe entrato da un ingresso sorvegliato. Ma sarebbe stato fatto passare nonostante avesse suonato l'allarme. Alfano: "Andare fino in fondo"

Claudio Giardiello, il 57enne autore della strage del 9 aprile nel Palazzo di Giustizia di Milano (LE TESTIMONIANZE - LE FOTO - LA RICOSTRUZIONE), potrebbe  essere entrato in Tribunale non dall'unico varco non presidiato da un metal detector, come sinora si era creduto, bensì da uno degli  ingressi normali, passando e superando indenne proprio i controlli di un metal detector nonostante la macchina avesse suonato l'allarme. "Invito la magistratura ad andare fino in fondo e fare presto", chiede il ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Siamo tutti desiderosi di verità", ha aggiunto.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l'ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura di Brescia, sembra appunto contraddire l'iniziale ricostruzione. In base alle immagini di "scarsa qualità" riprese da alcune telecamere, secondo quanto ricostruisce il quotidiano, una persona davanti a Giardiello attraversa il metal detector: suona l'allarme e l'uomo viene subito controllato dalle guardie con gli scanner manuali. Quindi sarebbe stato il turno di Giardiello il quale appoggia sul nastro trasportatore una borsa e poi entra nel metal detector: l'apparecchio si accende, ma le guardie non lo sottopongono allo scanner manuale e sembrerebbero avergli fatto cenno di passare. Lo stesso non avviene con la persona che  era in coda all'ingresso dopo di lui.

Giardiello ferì il nipote Davide Limongelli, uccise l'ex socio Giorgio Erba, l'avvocato-testimone Lorenzo Claris Appiani, ferì il commercialista Stefano Verna e infine uccise il giudice Ferdinando Ciampi.

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