Napoli, a casa del killer anche un kalashnikov

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Nell'abitazione dell'infermiere che ha aperto il fuoco dal proprio balcone uccidendo quattro persone trovato anche un fucile mitragliatore e alcuni machete. Alla base del raptus di follia tensioni familiari

A casa di Giulio Murolo, l'infermiere 48enne che ieri a Napoli ha aperto il fuoco uccidendo quattro persone, le forze dell'ordine hanno trovato, oltre alle armi detenute legalmente, anche un fucile AK 47 kalashnikov, con matricola abrasa, e due macheti, oltre a munizioni sulle quali sono in corso accertamenti balistici. Quindi l'uomo, oltre ai reati contestati nell'arresto in flagranza di ieri (e cioè duplice omicidio volontario, strage, resistenza a pubblico ufficiale e spari in luogo pubblico) è stato anche denunciato per detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione.

La dinamica della sparatoria - Murolo ha aperto il fuoco dal balcone di casa sua, venerdì 15 maggio, dopo una lite per dei panni stesi uccidendo quattro persone: la cognata, il fratello, un ufficiale della Municipale che aveva tentato di fermarlo e un fioraio che percorreva la strada in scooter (FOTO). Altre sei persone, tra cui un carabiniere, un altro vigile e altri due passanti, sono rimasti feriti nella sparatoria. Il più grave è un agente della polizia municipale, che stava provando a fermare il traffico per proteggere i passanti dal fuoco dei proiettili ed è stato colpito alla gola: per lui, ricoverato in rianimazione, la prognosi riservata. Nessuno degli altri feriti è in pericolo di vita. Gli appuntamenti elettorali con il premier Matteo Renzi previsti oggi in città sono stati annullati.

Rapporti tesi con il fratello e la cognata - Con il fratello e la cognata ci sarebbero vecchi dissapori, legati pare a un'eredità. Titolare di una licenza di tiro, Murolo non soffre - secondo i primi elementi raccolti dagli investigatori - di disturbi psichici. Oltre al kalashnikov, detenuto illegalmente, in casa Murolo aveva fucili da caccia ed altre armi, tutte regolarmente denunciate. Con il fratello, Luigi, 52 anni, e la cognata Concetta Uliano, 51, i rapporti pare fossero tesi. La coppia, che aveva due figli minorenni, viveva nella stessa palazzina a due piani. In comune con l'abitazione dell'infermiere c'era un ballatoio. E proprio un filo per i panni steso sul ballatoio sarebbe stata la miccia che ha fatto scattare la strage.

Sedici i colpi di fucile esplosi - Almeno 16 i colpi di fucile esplosi da Murolo, tanti i bossoli ritrovati dalla Polizia, ma la ricostruzione della Scientifica, definita "molto complessa" non è ancora conclusa. I colleghi di lavoro lo definiscono come persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio. Freddo, semmai, cosi' come si e' manifestato agli uomini in divisa ai quali si è arreso, senza opporre resistenza e senza dire una parola dopo i 40 minuti trascorsi al telefono con un operatore del 113 che lo ha indotto ad arrendersi.

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