Xylella, Tar del Lazio decide lo stop allo stato d'emergenza

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Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di cooperative e aziende vivaistiche salentine che si battevano contro lo sradicamento degli ulivi. Rientra intanto l'allarme per la pianta sospetta in Liguria: gli esami hanno dato esito negativo

Il Tar del Lazio ha accolto le richieste di associazioni, cooperative e aziende vivaistiche pugliesi e ha deciso di sospendere la dichiarazione di stato di emergenza per la diffusione in Puglia del batterio Xylella, che colpisce gli alberi d'ulivo, e il Piano di emergenza del commissario Giuseppe Silletti per fronteggiare il rischio fitosanitario.

Prevista la distruzione di tutte le piante, anche se non malate - La Prima sezione del Tribunale amministrativo ha ritenuto che le misure imposte concretizzerebbero "un pregiudizio grave e irreparabile" per i vivaisti, ai quali è stata imposta la distruzione di tutte le piante "ospiti" della xylella, anche se non malate. Nel ricorso l'avvocato leccese Gianluigi Manelli aveva sollecitato la sospensione dell'intero Piano, oltreché delle misure relative ai vivai, e il Tar lo ha accolto integralmente.

Aspettare il piano europeo - Il Tar del Lazio specifica però anche che il piano di emergenza dovrà essere rimodulato alla luce della "Decisione di esecuzione" presa dalla Commissione Europea il 28 aprile scorso. Nell'ultima riunione del Comitato fitosanitario permanente dell'Unione Europea (tenuta il 27 e 28 aprile), infatti, sono state prese misure più restrittive rispetto al passato, che dovranno essere pubblicate nell'arco di un mese. In seguito alla pubblicazione, il Piano del commissario Silletti dovrà essere riformulato per essere in linea con le prescrizioni dell'UE. Dunque, per i giudici amministrativi, è allo stato inutile mettere in pratica atti che "hanno un orizzonte temporale esiguo".

Le indagini della procura di Bari - Sulle misure adottate per affrontare il batterio killer degli alberi e se vi sono eventuali responsabilità nella sua introduzione in Salento sta inoltre indagando la procura di Bari. Nei giorni scorsi sono state sequestrati i supporti informatici degli scienzati che si occupano del caso nelle sedi del Cnr e del Dipartimento di Scienze del Suolo della Pianta e degli Alimenti di Bari per capire meglio la tempistica degli interventi adottati.

Allarme rientrato in Liguria e Toscana - Intanto rientra l'allarme Xylella in Liguria. Le analisi sulla pianta di ulivo sospetta trovata nella regione sul Tirreno  hanno dato esito negativo. Lo ha reso noto Enrico Brivio, portavoce dell'esecutivo europeo per salute e ambiente. Allarme rientrato quindi anche in Toscana, da cui aveva origine la pianta sospetta.

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