Migranti, trovato il relitto del naufragio del 18 aprile

L'immagine diffusa dalla Marina Militare e scattata dalle navi Gaeta e Vieste, giunte sul posto
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Il barcone, affondato al largo della Libia con circa 800 persone a bordo, è stato localizzato a circa 85 miglia dalle coste libiche e a una profondità di 375 metri. La Procura: all'interno molti corpi. Alfano: "Comuni facciano lavorare gratis i migranti"

E' stato trovato il barcone affondato lo scorso 18 aprile al largo della Libia, provocando la morte di circa 750 migranti (FOTO-VIDEO). Il relitto si trova a circa 85 miglia a nord est delle coste libiche e sarebbe stato localizzato a una profondità di 375 metri.
Secondo fonti della procura di Catania, che conduce le indagini sul naufragio del 18 aprile, nei pressi del relitto "è stato individuato il corpo di un uomo" e "all'interno dello scafo e anche nel ponte più basso sono stati individuati numerosi corpi".


Viminale: quasi 34mila arrivi quest'anno - In giornata, intanto, Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti, ha fornito alcuni numeri sul fenomeno. "Dal primo gennaio al 4 maggio 2014 erano sbarcati sulle nostre coste 29.501 migranti; nello stesso periodo di quest'anno ne sono sbarcati 33.831, poco meno del 15% in più".  "Soltanto da sabato notte a ieri - ha ricordato Morcone - ne sono sbarcati circa 7mila. E' una situazione molto impegnativa e in parte attesa: l'anno scorso c'è stato il record di 170mila sbarchi, le proiezioni per quest'anno portano a una stima simile o superiore", fino a sfiorare i 200mila.

Alfano: "Far lavorare gratis i migranti" – Fanno invece già discutere le parole del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha dichiarato: "Dobbiamo chiedere ai Comuni di applicare una nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti". "Invece di farli stare lì a non far nulla - ha aggiunto - che li facciano lavorare".

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