'Ndrangheta: blitz polizia-Fbi tra Calabria e Stati Uniti

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Smantellata centrale operativa del traffico di droga. Ricostruite vecchie e nuove alleanze tra famiglie mafiose americane e calabresi. La base dell'organizzazione in un ristorante nel Queens, gestito da un italiano insieme alla moglie e al figlio

Maxi retata anti 'Ndrangheta di polizia e Fbi tra Calabria e Stati Uniti. L'indagine, coordinata dalla procura antimafia di Reggio Calabria, ha consentito di ricostruire vecchie e nuove alleanze tra famiglie mafiose americane e calabresi. La base dell'organizzazione sarebbe un ristorante nel Queens, a New York, gestito da un calabrese incensurato assieme alla moglie e al figlio: tutti arrestati.

15 arresti, 30 indagati - In totale, gli arresti e i fermi sono 15. Circa 30 gli indagati.Nelle oltre 300 pagine del provvedimento di fermo, i magistrati di Reggio Calabria, il procuratore capo Federico Cafiero de Raho e il procuratore aggiunto Nicola Gratteri hanno ricostruito, grazie alle indagini della Polizia di Stato, le proiezioni internazionali delle 'ndrine.

Cocaina tra frutta e tuberi - A quanto si apprende, infatti, lo schema operativo-criminale emerso negli Stati Uniti faceva leva su una rete commerciale e societaria, utilizzata come copertura per l'importazione della cocaina, che operava nel settore alimentare per l'importazione di frutta tropicale e tuberi.
Nell'ottobre e nel dicembre 2014 nei porti statunitensi di Wilmington (Delawere) e Chester - Philadephia (Pennsylvania) sono stati sequestrati due carichi di cocaina per un totale di 60 chilogrammi. Il sequestro è avvenuto grazie a pedinamenti e intercettazioni, monitorando persone fisiche e giuridiche sospettate di aver avviato un traffico internazionale di stupefacenti.
La droga sequestrata, secondo gli inquirenti, dimostra la bontà dell'impianto investigativo ed ha consentito la definizione di ruoli e condotte criminali dei soggetti emersi nell'inchiesta. Al vertice dell'organizzazione, uomini della 'ndrangheta a New York. Inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria - sottolineano gli inquirenti - già avevano dimostrato l'esistenza di un "ponte" tra New York e l'area ionico-reggina, finalizzato a porre in essere legami criminosi tra Sud America, Stati Uniti e Italia.

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