Vito Lo Porto a Sky TG24: mio figlio, sequestrato di serie B

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"E' stato trattato malissimo. Ora cercano scuse e condoglianze, non è bello" dice il padre del cooperante ucciso al confine tra Pakistane Afghanistan. "Ora voglio solo poter piangere sul corpo di mio figlio". VIDEO

"Secondo me ci sono sequestrati di serie A e di serie B, perché mio figlio è stato trattato malissimo. Ora cercano scuse e condoglianze, non è bello". Parla così, ai microfoni di Sky TG24, Vito Lo Porto, padre del cooperante italiano rimasto ucciso in un raid Usa che aveva come obiettivo quello di colpire cellule di al Qaeda.

"Voglio il corpo di mio figlio, che noi chiamavamo Giancarlo e non Giovanni. Voglio poter piangere su di lui e con lui" dice l'uomo che non riesce ancora a credere alla morte del figlio, sequestrato in Pakistan nel gennaio 2012. "Aveva qualcosa di speciale, io lo chiamavo il filosofo. Vedeva le cose a modo suo" aggiunge.

Commentando l'Aula semivuota del Parlamento, durante l'intervento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ribadisce che il governo è stato avvertito da Barack Obama dell'uccisione del cooperante il 22 aprile, Vito Lo Porto afferma: "L'ho visto in tv. Non so quale colpa deve pagare mio figlio. E' una colpa decidere di fare il volontario"?

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