Strage in mare, superstite: "Eravamo 950 persone a bordo"

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Nel naufragio nel Canale di Sicilia, secondo un testimone molti dei migranti erano chiusi nella stiva, tra loro molte donne e bambini. Ban Ki Moon: "Ue sostenga l'Italia". Gentiloni: "L'Italia non può agire da sola". AGGIORNAMENTI

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E' arrivata alle prime luci dell'alba di lunedì a La Valletta la nave Bruno Gregoretti con a bordo le 24 salme e 27 dei 28 superstiti di quella che potrebbe essere la peggiore strage nel Mediterraneo (I PRIMI SOCCORSI - I PRECEDENTI - LE REAZIONI). Il ventottesimo superstite, un giovane del Bangladesh trasportato per motivi medici all'ospedale Cannizzaro di Catania, ha infatti parlato di almeno 950 persone a bordo del peschereccio che si è ribaltato a 60 chilometri circa a nord della Libia. Le prime stime fatte dalla Guardia Costiera si erano fermate a 700 persone. "Eravamo in 950. C'erano anche duecento donne e 50 bambini con noi. In molti erano chiusi nella stiva" ha raccontato il giovane, che ha spiegato come gli scafisti li abbiano caricati "sul peschereccio e molti migranti sono stati chiusi nella stiva. I trafficanti hanno bloccato i portelloni per non farli uscire".

Molti migranti chiusi nella stiva - Una trappola mortale che ha trascinato sul fondo centinaia di persone quando, all'arrivo del mercantile portoghese King Jacob in troppi si sono spostati su un lato del barcone facendolo ribaltare e quindi affondare. "Appena ci hanno visto si sono agitati e il barcone si è capovolto. La nave non lo ha urtato, si è rovesciato prima che potessimo avvicinarci e calare le scialuppe" ha raccontato ai soccorritori il capitano del mercantile.  In quei momenti era già tutto compiuto. Chi ha potuto, chi era sul ponte, ha gridato, ha tentato di aggrapparsi a qualcosa. Ma in molti non hanno neanche capito quel che stava accadendo e chi era chiuso nella stiva è stato trascinato sul fondo.

La tragedia più grave di sempre - Se il bilancio fosse confermato, si tratterebbe della più grave sciagura del mare dal dopoguerra, peggiore anche della strage di Lampedusa  (Agrigento) del 3 ottobre 2013, che fece 366 morti e 20 dispersi. I numeri devono ancora essere verificati, ma la Guardia Costiera ha confermato che il barcone che si è capovolto era in grado di portare "diverse centinaia di persone" ed era "sovraccarico di migranti". Una tragedia che ha provocato l'inevitabile scia di polemiche politiche, con il leader della Lega Nord Salvini che ha parlato di un blocco navale da attuare nel Mediterraneo. Polemiche "inconcepibili" secondo il premier Matteo Renzi.   "Il governo italiano sta compiendo, con tempestività, passi importanti a livello europeo e internazionale. Mi auguro che la sensibilità ai diritti umani prevalga sull'indifferenza che spesso sconfina nel cinismo" ha detto il presidente della Repubblica Mattarella.

Ban Ki Moon: "Pesante impatto sull'Italia, Ue affronti la questione in modo globale" - Ma il dito è puntato contro l'Europa, accusata di aver lasciato sola l'Italia a gestire l'emergenza dei profughi. Un ruolo riconosciuto anche dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon che ha parlato di un "pesante impatto" sull'Italia per l'arrivo di tanti migranti e che ha espresso gratitudine al governo di Roma per tutti i suoi sforzi. Ban ha quindi incoraggiato gli stati europei e la Ue ad "accelerare gli sforzi per affrontare in modo globale le difficoltà di chi cerca rifugio entro i loro confini".

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