Migranti, scoperta banda di trafficanti: 24 fermi

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Le indagini coordinate dalla Dda di Palermo erano partite dopo la strage di Lampedusa dell'ottobre 2013. Una cellula italiana dell'organizzazione operava tra la Sicilia e Milano per permettere l'espatrio illegale verso altri paesi dell'Ue

Una vera e propria organizzazione criminale transnazionale di trafficanti di essere umani è stata scoperta dalla polizia di Palermo che sta eseguendo, dall'alba di oggi, 24 fermi per associazione a delinquere e favoreggiamento di immigrazione e permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso. I provvedimenti  dell'operazione 'Glauco 2' sono stati emessi dalla Dda di Palermo.

In  carcere eritrei, etiopi, ivoriani e ghanesi accusati di avere favorito l'immigrazione illegale di migliaia di connazionali. Secondo gli investigatori la banda criminale organizzava il traffico di uomini tra l'Africa e l'Europa. Le  indagini, partite dopo la strage di Lampedusa dell'ottobre 2013, in cui persero la vita  366 immigrati tra cui molti bambini e numerose donne, hanno permesso di ricostruire le attività dell'organizzazione criminale che avrebbe favorito, con notevoli profitti economici, l'immigrazione illegale di centinaia di migranti.

Indagini partite dopo strage del 2013 - Secondo gli inquirenti, tra i principali responsabili del traffico di essere umani ci sarebbero due uomini, Ghermay Ermias, etiope, e Redae Medhane Yehdego, eritreo. Ermias è latitante dal luglio 2014 quando  nei suoi confronti fu emesso un provvedimento cautelare, esteso anche in campo internazionale, dopo il naufragio avvenuto del 3 ottobre 2013. L'etiope è ritenuto dagli investigatori l'organizzatore e responsabile.

Cellula italiana lavorava tra la Sicilia e Milano
- Ma ci sarebbe anche una vera e propria 'cellula' italiana che opera sul territorio nazionale, composta da eritrei che vivono nelle province di Palermo, Agrigento, Catania e Milano e che favoriscono la permanenza illegale di migranti clandestini in Italia agevolandone poi l'espatrio illegale verso altri paesi Ue tra cui Norvegia, Germania, e Svezia. L'indagine ha svelato, inoltre, transazione di denaro, prevalentemente movimentato tramite canali illegali, per centinaia di migliaia di euro. A coordinare l'inchiesta è il Procuratore Francesco Lo Voi, insieme con l'aggiunto Maurizio Scalia e i pm Geri Ferrara e  Claudio Camilleri.

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