Acqua alta Milano: i rischi dell'innalzamento della falda

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COVER STORY. Il problema non riguarda solo le zone dove scorrono il Seveso e il Lambro, ma anche quelle più centrali, come il lussuoso quartiere Garibaldi. Le cause e gli effetti di un fenomeno che ha radici antiche

Milano è sempre più spesso alle prese con problemi legati all’acqua alta, e non parliamo solo delle esondazioni del Seveso e del Lambro, che colpiscono a ripetizione soprattutto le zone a nord della città, ma anche quelle più centrali.
I milanesi ricordano ancora i quattro giorni consecutivi di fermo della linea due, tra Garibaldi e Centrale (foto) o gli allagamenti della linea tre, tra Porta Romana e Missori, paradossali perché avvenuti su una linea ultramoderna e sulla carta impermeabile.
C’è di più. Sotto la metropoli scorre una falda acquifera il cui livello negli ultimi anni, come confermano i geologi, si è pian piano innalzato di diversi metri. Tra le cause anche la nuova skyline della città, il lussuoso quartiere ristrutturato di Garibaldi Isola, a ridosso del centro, pensato come presentazione della città ai milioni di visitatori di Expo 2015, vera vetrina dell'Italia.

"Come se ci fosse un canale con uno sbarramento" - «La falda – ha spiegato ai microfoni di Sky TG24 Gianni Del Pero, per anni geologo all'Agenzia Regionale per l'Ambiente – si è rialzata anche perché negli ultimi anni, in particolare quest'anno, le piogge sono aumentate di numero in percentuale significativa, direi anche più del 50% rispetto le medie degli anni precedenti. Ma in particolare può entrare in gioco il fatto della costruzione nel sotterraneo che impedisce il deflusso naturale della falda, che normalmente avviene debolmente da nord a sud».
«È come se noi avessimo un grande canale sotterraneo all'interno del quale fluisce quest'acqua – prosegue Del Pero – e noi lo sbarriamo in certe posizioni. Normalmente introducendo in un canale uno sbarramento l'acqua tende a risalire nel canale, nei fiumi lo vediamo che poi esondano. Allo stesso modo in una condizione di questo genere, in un sottosuolo antropizzato fortemente e ostruito, la falda tende quindi a risalire».

Un problema storico - Ma quella della falda della città è una storia che inizia a metà ‘800, quando “l’acqua sotto Milano” si trovava a circa tre metri nella zona sud e affiorava nella zona nord tanto da far chiamare il cimitero nella zona di Piazzale Lagosta, cimitero della Mojazza, proprio perché particolarmente fangoso e perennemente imbevuto d’acqua. Fu in quel periodo che si decise di deviare le acque, al tempo potabili, del fiume Brembo, e che confluivano nella falda della città, per alimentare l’acquedotto.
Risultato? Milano si trovò con uno degli acquedotti più efficienti al mondo, con una portata che passò dai 7 miliardi di litri di inizio ‘900 ai più di 300 degli anni ’70 e la falda di Milano si abbassò costantemente. A ridurre l’afflusso di acqua nella falda ci pensarono anche le industrie a nord della città, vere e proprie idrovore che allo stato attuale sono in buona parte state chiuse. Minor richiesta d’acqua da parte della città e delle industrie hanno portato, a partire dagoli anni ’90, ad un forte innalzamento della falda.

La denucia del vicesindaco di Milano - Un problema, quello dell’innalzamento della falda che poteva essere previsto e che non lo è stato e a cui si sono aggiunti di recente le nuove e mastodontiche costruzioni nei quartieri centro-settentrionali della città, con tutto quello che ne consegue in termini di metri cubi di fondamenta inserite direttamente nella falda. Che inevitabilmente si è alzata.
Quella del vicesindaco di Milano, Ada De Cesaris, è di fatto una denuncia. «Sicuramente l'evoluzione del costruito nella città ha creato criticità, anche con la falda. Però io adesso non starei a dire: è colpa di quello, è colpa dell'altro. Semmai cercherei di trovare le soluzioni. E su alcune aree di Milano stabilirei che l'obbiettivo è quello di fermarsi».

Il dibattito tra gli esperti


La storia di copertina è stata proposta all’interno di “Dentro i fatti, con le tue domande”, il nuovo approfondimento di Sky TG24 condotto da Federica de Sanctis, in onda ogni giorno dalle 10 alle 12 sui canali 100 e 500 di Sky e sul Canale 27 del Digitale Terrestre e in streaming su SkyTg24.it.

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