La madre di Appiani: ucciso perché non era una marionetta

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Il tribunale si ferma per ricordare le vittime. "Siate orgogliosi della professione forense, così mio figlio non sarà morto invano", dice la mamma dell'avvocato Lorenzo Appiani. "Il giudice ha un grande ruolo sociale", ricorda una collega di Ciampi

Il giorno dopo la strage al Tribunale di Milanoil momento della responsabilità e dell'unità" dice il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. Ma è anche il giorno delle polemiche sulla sicurezza e, soprattutto, è il giorno del dolore di parenti e amici e colleghi che hanno perso i propri cari nella strage compiuta da Claudio Giardiello, l'immobiliarista imputato in un processo per bancarotta fraudolenta (tutte le fotoi video)

La madre di una delle vittime: "Siate orgogliosi del vostro lavoro" - "Lorenzo era orgoglioso del suo lavoro" dice Alberta Brambilla Pisoni, madre di Lorenzo Claris Appiani, avvocato 35enne rimasto ucciso il 9 aprile. "E' morto perché non è stato una marionetta" in mano al suo cliente, precisa. L'avvocato, che in passato aveva difeso Giardiello, era in Aula in qualità di testimone. "Passavamo molto tempo insieme" dice nel corso della commemorazione delle vittime organizzata da avvocati e magistrati di palazzo di Giustizia (FOTO). E, visibilmente commossa, ricorda: "Lorenzo mi diceva spesso 'lo sai mamma che il nostro (quello degli avvocati, ndr) è il giuramento più bello di tutti. Io li ho letti gli altri giuramenti ma bello come il nostro non ce n'è...Consapevole dell'alta dignità della professione forense e della sua funzione sociale...Le senti queste parole, mamma. Senza diritto, senza di noi, non ci sarebbe niente, non ci sarebbe lo Stato, non ci sarebbe la comunità, non ci sarebbe la famiglia'". A conclusione del suo intervento, Alberta Bambilla Pisoni rivolge un augurio ai colleghi del figlio: "Siate orgogliosi dell'alta dignità di questa professione forense, così lui non sarà morto per niente". VIDEO

Presidente sezione Impresa: "Ciampi era brillante" - Interviene alla commemorazione anche la presidente della Sezione Impresa del tribunale che ricorda il collega e amico Ferdinando Ciampi (chi erano le vittime: scheda). "Un uomo dalla testa brillante e dalla grande determinazione", un professionista che, iniziata la carriera da giovanissimo, aveva poi bruciato le tappe costruendo una grande carriera. "Integerrimo, rigoroso, severo" sono le parole che risuonano in queste ore a ricordo del magistrato ucciso a Palazzo di Giustizia. E aggiunge: "Aveva 70 anni, forse anche di più, ed era un magistrato giovane, come lo sono tutti i magistrati che raggiungono l'età della pensione; pieni di entusiasmo, pieni di energia, appassionato del suo lavoro capace di darci forte motivazione per spronarci in ciò che facevamo". E conclude con una riflessione: "Decidere è un mestiere difficile: lo è perché le nostre decisioni hanno ricadute immediate e dirette sulle persone, sugli uomini, sulle donne e sulle imprese del nostro Paese. Forse si svaluta il ruolo del giudice tecnico, il suo ruolo ha una ricaduta sociale importantissima". VIDEO

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