Strage in tribunale, i magistrati: non lasciateci soli

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"Il Palazzo di Giustizia è l'origine di tutti i miei mali" avrebbe detto il killer Claudio Giardiello. Si cerca ancora di capire come l’uomo sia riuscito a entrare armato. Ed è polemica sulla sicurezzaIn Aula Magna la commemorazione delle vittime

"Il tribunale mi ha rovinato, quel posto è l'origine di tutti i miei mali". Sarebbero queste, secondo quanto si apprende, le parole dette da Claudio Giardiello subito dopo l'arresto avvenuto a Vimercate (FOTO, VIDEO, LA CRONACA DELLA STRAGE). "Ho agito per vendetta" avrebbe rivelato l'immobiliarista, che ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre due al Palazzo di Giustizia di Milano. Il fascicolo aperto dalla Procura di Brescia a carico dell'uomo sarà di omicidio plurimo premeditato, tentato omicidio e lesioni gravi. Non è escluso però che la procura di Monza ipotizzi il reato di strage. E intanto è polemica sulle falle nella sicurezza.
Al momento non sono emersi rilievi penali sul sistema di controllo del Palazzo di Giustizia di Milano (code all'ingresso il giorno dopo la strage: FOTO): il 16 aprile si terrà la riunione al ministero della Giustizia con i pg presso le corti d'Appello a cui fa capo la competenza per la sicurezza nei tribunali. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini sottolinea: "I magistrati non possono essere lasciati soli".

Il killer non dice come è riuscito ad entrare e uscire dal Tribunale - Sono ancora tante le domande che restano senza risposta. E non aiuta l'atteggiamento dell'imputato che continua a rifiutarsi di dire come abbia fatto ad entrare al Tribunale. Secondo una delle ipotesi, avrebbe utilizzato un tesserino per avvocati. Ma, al momento dell'arresto Claudio Giardiello non aveva con sé il documento e non ne è trovata traccia né durante la perquisizione personale né durante quella dello scooter i carabinieri. A casa dell'uomo, però, gli investigatori hanno sequestrato alcuni tesserini simili a quelli dei legali. Di sicuro non è entrato con il suo avvocato (che in aula ha rimesso il mandato proprio pochi minuti prima della strage): "Io sono entrato da solo", ha detto il legale Michele Rocchetti.

In esclusiva a Sky TG24 le immagini dei primi soccorsi - Dalle immagini trasmesse in esclusiva da Sky TG24 si può capire il panico dei momenti seguiti la sparatoria (VIDEO) e gli attimi concitati dell'arrivo dei primi soccorsi. Le immagini, girate dall'avvocato Giuseppe Presutto parlano chiaro. (Per rispetto verso le vittime e le loro famiglie abbiamo deciso di non mandare in onda le immagini che mostrano i corpi ormai senza vita a terra).

Stabile il ferito più grave - A perdere la vita il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, ex legale del killer, in Aula come testimone, e il coimputato Giorgio Erba. Stabili le condizioni di Davide Limongelli, il ferito più grave della sparatoria, portato subito in codice rosso all'Ospedale Niguarda. L'uomo è stato raggiunto all'addome da un proiettile, che ha provocato lesioni al colon e all'intestino. Operato d'urgenza, l'intervento è tecnicamente riuscito e il paziente nel corso della notte "si è stabilizzato e non ha perso più sangue".

Polemica sulla sicurezza - Ma all’indomani della strage, è polemica sulla sicurezza del Palazzo di Giustizia. Di "problema evidente" parla il presidente dell'Anm Sabelli, che aggiunge: le vittime della sparatoria "sono state lasciate sole da un sistema di sicurezza che ha rivelato falle molto gravi". E lo stesso governo ha parlato di "falle evidenti". Il tutto a poche settimane dall'inaugurazione di Expo nel capoluogo lombardo.

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